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Comunicato Stampa

 

 

Sabato 18 maggio, a Palazzo Leoni Montanari a Vicenza, il poeta catalano incontra l’ensemble di Massimo Barbiero, Marcella Carboni, Maurizio Brunod, in collaborazione con il festival Vicenza Jazz

DIRE POESIA, L’ULTIMO OSPITE INTERNAZIONALE

È LO SPAGNOLO JOSÉ MARÍA MICÓ

Considerato tra le voci più promettenti della lirica spagnola contemporanea, Micó verrà introdotto da Elisa Sartor

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JoseMariaMico.

 (Vicenza – 15.05.2013)  –  Quella di sabato 18 maggio sarà per Vicenza una vera e propria “festa della cultura”, con appuntamenti in tutta la città che spazieranno dall’arte alla musica alla poesia. Vicenza sarà infatti teatro di una felice concomitanza di eventi: la Notte europea dei Musei, con apertura straordinaria di tutti i musei pubblici e privati, il festival internazionale New Conversations Vicenza Jazz e un nuovo appuntamento di Dire poesia, il mosaico di incontri con i nomi di spicco della poesia nazionale e internazionale contemporanea promosso da Comune di Vicenza – Assessorato alla Cultura e Intesa Sanpaolo.

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Una giornata che entrerà nel vivo alle ore 19.00 a Palazzo Leoni Montanari con l’ultimo ospite di Dire poesia 2013: introdotto da Elisa Sartor, declamerà i propri versi lo spagnolo José María Micó, considerato dalla critica una delle voci più promettenti della lirica iberica contemporanea, filologo, traduttore e professore all’Università Pompeu Fabra di Barcellona. L’incontro vedrà la partecipazione dell’ensemble jazzistico composto da Massimo Barbiero (batteria, percussioni), Marcella Carboni (arpa, loop) e Maurizio Brunod (chitarra, loop), per una serata in collaborazione con il festival internazionale New Conversations Vicenza Jazz. Quella vicentina di Micó sarà una vera e propria performance, integrata dall’interazione con la musica del trio del percussionista piemontese Massimo Barbiero, che non solo sottolineerà le liriche ma anche intermedierà e costruirà una parallela via musicale assieme al chitarrista Maurizio Brunod e all’arpista Marcella Carboni, sulla linea del loro ultimo cd “Kandinsky”.

Lunedì mattina, infine, José María Micó terrà una lezione sulla poesia del Siglo de oro agli studenti di Spagnolo del Liceo “Pigafetta” di Vicenza. La lezione è stata organizzata dalla prof.ssa Delia Bianco grazie alla disponibilità dello stesso Micó.

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José María Micó, catalano, 52 anni, è un uomo di cultura noto e stimato, oltre che per la propria produzione in versi, per aver curato edizioni di classici spagnoli del Cinque e Seicento, per i suoi studi filologici e saggi letterari, e per le sue traduzioni di poesia catalana (Ausiàs March e Jordi de Sant Jordi) e italiana, soprattutto di Ariosto: la sua versione dell’Orlando furioso ha vinto in Spagna il Premio Nazionale per la Traduzione. Attualmente sta lavorando a una nuova traduzione spagnola della Commedia di Dante.

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Dire poesia 2013 è un progetto del Comune di Vicenza – Assessorato alla Cultura e Intesa Sanpaolo, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati e il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e con L’Officina arte contemporanea di Vicenza, per la cura di Stefano Strazzabosco.

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José María Micó è nato a Barcellona nel 1961 ed è professore ordinario di Letteratura spagnola a l’Universitat Pompeu Fabra, dove dirige il Master in Creazione Letteraria. Ha pubblicato i libri di poesia La espera (1992, Premio Hiperión), Letras para cantar (Pamiela, 1997), Camino de ronda (Tusquets, 1998), Verdades y milongas (DVD, 2002) e La sangre de los fósiles (Tusquets, 2005). Ha vinto di recente il Premio Internazionale di Poesia “Generación del 27” con Caleidoscopio (Madrid, Visor, 2013). È stato tradotto in diverse lingue, tra cui l’italiano (Prima stazione. Poesie scelte 1990-2005, Pagliai Polistampa, Firenze 2008). Ha curato edizioni di classici spagnoli del Cinque e Seicento, ha scritto studi filologici e saggi letterari, e negli ultimi anni si occupa di traduzione di poesia catalana (Ausiàs March e Jordi de Sant Jordi) e italiana, soprattutto di Ariosto: la sua versione dell’Orlando furioso ha vinto in Spagna il Premio Nazionale per la Traduzione. Attualmente lavora a una nuova traduzione spagnola della Commedia di Dante.

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Elisa Sartor è dottore di ricerca dell’Università di Verona e dell’Università di Granada, dove si è specializzata in poesia spagnola contemporanea. Si è occupata di autori della seconda metà del Novecento, tra cui Pablo del Águila, Javier Egea e Luis García Montero, e di forme metriche della tradizione spagnola. Ha curato l’edizione italiana di un quaderno di poesie di José María Micó per i tipi di Sinopia (Ai margini di questi nostri corpi). Attualmente sta lavorando alla traduzione di Blanco Spirituals del poeta Félix Grande.

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Massimo Barbiero (Ivrea, 1963), fondatore dei progetti jazz Enten Eller, Odwalla e Water dreams, è considerato uno dei migliori batteristi italiani. Protagonista di numerose incisioni ben recensite dalla critica nazionale a internazionale, ha collaborato con musicisti come Tim Berne, Billy Cobham, Elton Dean, Markus Stockhausen, Hamid Drake, Alexander Balanescu, Javier Girotto, non trascurando l’insegnamento sul territorio e l’attività di composizione. Con M. Carboni e M. Brunod ha inciso recentemente il cd “Kandinsky”, Splasc(h) 2011, di cui Daniela Floris ha scritto che “è la musica più impalpabile, incorporea e magicamente immateriale che si possa desiderare”.

Marcella Carboni, arpista cagliaritana, si dedica principalmente al jazz, ma ha partecipato anche a progetti cinematografici e teatrali, inoltrandosi nei territori della musica contemporanea ed elettronica, del pop,  del soul. Il suo primo lavoro da solista è “Trame” (Blue Serge, 2010).

Maurizio Brunod (Ivrea, 1968) è un chitarrista e compositore in grado di spaziare dal rock al jazz passando per la musica classica e la world music. Ha inciso cd con varie formazioni e per chitarra sola, partecipando a molti festival in Italia e all’estero. Co-fondatore di Enten Eller, nel 2011 ha avviato il duo con Giovanni Palombo (“Tandem Desàrpa”, F-NET 2011) e quello con il contrabbassista Miroslav Vitous.

 

 

L’ingresso a tutti gli appuntamenti di Dire poesia è libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Per ogni appuntamento, l’artista Giovanni Turria de L’Officina Arte Contemporanea stamperà una plaquette numerata con un inedito dei poeti, da distribuire  gratuitamente al pubblico. 

Nei luoghi delle letture saranno inoltre disponibili i libri degli autori ospiti di Dire poesia.

 

Per informazioni:

Assessorato alla cultura del Comune di Vicenza tel. 0444.222101

Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari tel. 800.578875

Blog > https://direpoesia.wordpress.com/

www.comune.vicenza.itwww.palazzomontanari.com

 

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Antonio Tosi 349.5384153 – ufficiostampa@charta-bureau.it

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Sabato 4 maggio, a Palazzo Chiericati a Vicenza, sesto

appuntamento della rassegna promossa da Comune di Vicenza – Assessorato alla Cultura e Intesa Sanpaolo

DIRE POESIA, IL VENETO DIVENTA ARTE CON LUCIANO CECCHINEL E MARCO MUNARO

Cecchinel, “erede” di Zanzotto e autore di studi sulle tradizioni popolari, è per Cesare Segre uno dei più significativi poeti contemporanei italiani. Munaro, fondatore dell’associazione Il Ponte del Sale, affianca

alla scrittura e all’insegnamento l’attività di editore

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(Vicenza – 30.04.2013)  –  È un incontro suggestivo, un connubio tutto da scoprire quello tra Luciano Cecchinel e Marco Munaro che saranno protagonisti, sabato 4 maggio (ore 18.00) a Palazzo Chiericati a Vicenza, del sesto appuntamento di Dire poesia 2013, il mosaico di incontri con i nomi di spicco della poesia nazionale e internazionale contemporanea promosso dal Comune di Vicenza – Assessorato alla Cultura e Intesa Sanpaolo.

Luciano Cecchinel e Marco Munaro, due poeti, studiosi, artisti in grado di sublimare il veneto e l’italiano attraverso la poesia per renderli realtà viva, aperta a più forme e sensi, capace di scavare nelle pieghe dell’animo umano e creare altri mondi, altre figure e realtà.

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Luciano Cecchinel, trevigiano di Revine Lago, è stato definito dal critico letterario Cesare Segre “grande artista e grande artefice”, autore di opere che stanno “al livello più alto della poesia”. 67 anni, Cecchinel è poeta e studioso delle tradizioni popolari e porta in sé il concetto del “doppio” – uno dei fili conduttori dell’edizione 2013 di Dire poesia -, componendo sia in dialetto trevigiano sia in italiano.  Considerato da Andrea Zanzotto, a cui lo legava una profonda amicizia, il suo erede poetico, capace di opere intrise di “ribelle speranza”, è da sempre persona riservata, sensibile, quasi malinconica: la purezza della sua poesia – basti leggere la raccolta del 2011 Sanjut de stran – coincide con la quotidianità del suo parlare, la raffinatezza del suo pensiero, l’indissolubile legame con la sua terra. Liriche segnate da memoria e dolore, in cui la parola si fa espiazione di un antico malessere. E in cui la natura è invasa e offesa dalla modernità.

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Marco Munaro, rodigino di Castelmassa, è poeta ed editore, fondatore, nel 2003, de “Il Ponte del Sale – Associazione per la Poesia”, che è anche una delle più prestigiose case editrici di settore. Per lui, comporre versi significa mescolare tutti i colori, accoglierli e custodirli in uno scrigno per poi traghettare le cose verso una nuova esistenza di redenzione. Munaro dice della sua arte: “scrivere è stato sempre per me come nuotare nelle acque di un fiume, ogni bracciata – ogni verso – un passo più vicino all’ignoto. (…) Un nuotare simile anche a un camminare con le braccia, e sempre a qualcosa di avventuroso e felice, che mi riportava a casa. Ora mi piacerebbe provare (…) a raggiungere luoghi ignoti e lontani. Forse è quello che ho incominciato a fare con i libri degli altri”.

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Dire poesia 2013 è un progetto del Comune di Vicenza – Assessorato alla Cultura e Intesa Sanpaolo, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati e il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e con L’Officina arte contemporanea di Vicenza, per la cura di Stefano Strazzabosco.

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Luciano Cecchinel è nato a Revine-Lago nel 1947. Già insegnante di materie letterarie, ha pubblicato articoli e studi sulle tradizioni popolari e le raccolte di poesia Al tràgol jért (I.S.Co. 1988 – Scheiwiller, Milano 1999; con postfazione di Andrea Zanzotto), Lungo la traccia (Einaudi, Torino 2005), Perché ancora / Pourquoi encore (Istituto per la Storia della Resistenza di Vittorio Veneto 2005; con traduzione di Martin Rueff e note dello stesso Rueff e di Claude Mouchard), Le voci di Bardiaga (Il Ponte del Sale, Rovigo 2008) e Sanjut de stran (Marsilio, Venezia 2011; con prefazione di Cesare Segre). Nel 2012 presso Marsilio sono usciti a cura di Alessandro Scarsella col titolo La parola scoscesa – Poesia e paesaggi di Luciano Cecchinel gli atti di un convegno sui suoi scritti organizzato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia.

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Marco Munaro è nato a Castelmassa nel 1960 e vive a Rovigo, dove insegna. Nel 2003 ha fondato “Il Ponte del Sale – Associazione per la Poesia”, che è anche una delle più prestigiose e coerenti case editrici del settore. Ha pubblicato le raccolte poetiche: L’urlo (El levante por el poniente Edizioni, Conegliano 1990), Cinque sassi (Edizioni della Cometa, Roma 1993), Il Rosario del Lido, in 5 Poeti del premio “Laura Nobile” Siena 1993 (Scheiwiller, Milano 1995), Il portico sonoro (Biblioteca Cominiana, Cittadella 1998), Vaso blu con narcisi (sculture e disegni di Silvia Carnevale Miino, I Quaderni del circolo degli Artisti, Faenza 2001), Ionio e altri mari (Il Ponte del Sale, 2003), Nel corpo vivo dell’aria (ibidem, 2009). È presente in numerose  antologie italiane e europee e in riviste quali “il verri”, “Atelier”, “ClanDestino”, “La Battana”, “La clessidra”, “Italian Poetry Review”; “Testo a fronte”, “Parnasso”. Sue poesie sono state tradotte in inglese e in finlandese. Ha tradotto Raymond Queneau (in Poeti surrealisti, a cura di P. Di Palmo, Stampa Alternativa, Viterbo 2004). Ha curato tutte le poesie di Bino Rebellato, In nessun posto e da per tutto. Poesie 1929-2004 e 20 disegni dell’Autore (Biblioteca Cominiana, Vigonza 2005) ed una originale galleria di ritratti: Il lampo della bocca e altre figurate parole tra poeti italiani del Novecento (con G. M. Tregiardini, MUP Editore, Parma 2005). Per il Ponte del Sale: La bella scola. La Comedia di Dante letta dai poeti e illustrata (2003-2011, tuttora in corso), Da Rimbaud a Rimbaud (2004) e la traduzione (con G. M. Tregiardini) del Canto d’api. Georgiche Libro quarto di Virgilio (2012). Dal 2007 cura la rassegna Verso il solstizio d’estate. Feste di Poesia, Musica e Arti, che tocca ogni anno varie località del Polesine. Inoltre, la rivista “Atelier” ha appena pubblicato un numero monografico dedicato interamente alla poesia di Munaro.

 

L’ingresso a tutti gli appuntamenti di Dire poesia è libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Per ogni appuntamento, l’artista Giovanni Turria de L’Officina Arte Contemporanea stamperà una plaquette numerata con un inedito dei poeti, da distribuire  gratuitamente al pubblico. 

Nei luoghi delle letture saranno inoltre disponibili i libri degli autori ospiti di Dire poesia.

 

Per informazioni:

Assessorato alla cultura del Comune di Vicenza tel. 0444.222101

Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari tel. 800.578875

Blog > https://direpoesia.wordpress.com/

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Mercoledì 24 aprile, all’Odeo del Teatro Olimpico, la rassegna promossa da Comune di Vicenza – Assessorato alla Cultura e Intesa Sanpaolo ospita il poliedrico artista sudcoreano,  una delle figure più conosciute e stimate a livello internazionale

DIRE POESIA, A VICENZA IL CANDIDATO

AL NOBEL PER LA LETTERATURA KO UN

Poeta, saggista, narratore, traduttore, pittore, personalità di grande levatura

civile e morale, e fautore della riunificazione delle due Coree, Ko Un verrà introdotto dalla docente e traduttrice Vincenza D’Urso

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(Vicenza – 12.04.2013)  –  Una personalità poliedrica, poeta, scrittore, saggista, autore teatrale, narratore, traduttore, critico letterario e pittore, ma anche uomo di grande valenza storico-politica, legato al movimento per la riunificazione delle due Coree, alla battaglia per la democratizzazione del paese e alla difesa dei diritti umani: il sudcoreano Ko Un sarà l’ospite d’eccezione, mercoledì 24 aprile (ore 18.00) all’Odeo del Teatro Olimpico di Vicenza, del quarto appuntamento di Dire poesia 2013, il mosaico di incontri con i nomi di spicco della poesia nazionale e internazionale contemporanea promosso dal Comune di Vicenza – Assessorato alla Cultura e Intesa Sanpaolo.

Più volte candidato per il suo paese al Premio Nobel per la Letteratura, ex monaco e priore buddista, ex prigioniero politico in più occasioni, l’ottantenne Ko Un è una delle voci più importanti della Corea contemporanea e figura stimata a livello internazionale, come dimostra l’invito, nel 2000, a declamare i suoi versi a New York in occasione del Millennium World Peace Summit of Religious and Spiritual Leaders davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Versi che Ko Un reciterà per il pubblico vicentino mercoledì 24 aprile, scegliendoli da una produzione vastissima. L’artista sudcoreano ha cantato di moltissimi temi, iniziando nei primi anni ‘50 con liriche contrassegnate da una forte manifestazione sensuale di intensità verbale. Molto spesso, le sue poesie sono ispirate dalla visione di scorci di paesaggi, immerse in ricordi fugaci. La sua più straordinaria impresa poetica ad oggi è il Maninbo (Ten Thousand Lives, ovvero Diecimila vite), serie giunta al volume 23, nella quale Ko Un rievoca ogni persona da lui conosciuta o incontrata nel corso delle sue conferenze.

I suoi versi colpiscono immediatamente chi ha il piacere di leggerli o ascoltarli: i significati del vivere – il tempo, l’amore, la nascita, la morte, la natura – diventano il ritmo e al contempo l’eco del fluire esistenziale, il linguaggio diviene la sorgente del significato, che si manifesta prima dell’atto stesso della parola.

L’appuntamento di mercoledì 24 aprile è in collaborazione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari e il King Sejong Institute di Venezia. Ko Un verrà introdotto da Vincenza D’Urso, traduttrice e docente di Lingua e Letteratura coreana a Ca’ Foscari.

Dire poesia 2013 è un progetto del Comune di Vicenza – Assessorato alla Cultura e Intesa Sanpaolo, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati e il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e con L’Officina arte contemporanea di Vicenza, per la cura di Stefano Strazzabosco.

 

L’ingresso a tutti gli appuntamenti di Dire poesia è libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Per ogni appuntamento, l’artista Giovanni Turria de L’Officina Arte Contemporanea stamperà una plaquette numerata con un inedito dei poeti, da distribuire  gratuitamente al pubblico. 

Nei luoghi delle letture saranno inoltre disponibili i libri degli autori ospiti di Dire poesia.

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Il poeta di Gemona del Friuli (UD), sarà ospite mercoledì 17 aprile a Palazzo Leoni Montanari per il terzo appuntamento della rassegna promossa da Comune di Vicenza – Assessorato alla Cultura e Intesa Sanpaolo

DIRE POESIA “TORNA” IN ITALIA CON IL

FRIULANO PIERLUIGI CAPPELLO

 Considerato uno dei più grandi poeti italiani contemporanei,

Cappello ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti tra cui il Premio

Viareggio-Rèpaci. Introduce la serata il poeta, critico

e saggista padovano Maurizio Casagrande

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Pierluigi Cappello (dx) con Maurizio Casagrande

Pierluigi Cappello (dx) con Maurizio Casagrande

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(Vicenza – 12.04.2013)  –  Dopo l’appuntamento con il canadese Barry Callaghan, dire poesia 2013, il mosaico di incontri con i nomi di spicco della poesia nazionale e internazionale contemporanea promosso dal Comune di Vicenza – Assessorato alla Cultura e Intesa Sanpaolo, “torna” in Italia e lo fa ospitando uno dei nostri più grandi poeti contemporanei, il friulano Pierluigi Cappello. Cappello, che con i propri versi incontrerà il pubblico mercoledì 17 aprile a Palazzo Leoni Montanari (ore 18.00), è uno di quei poeti che vive nelle sue opere l’esperienza del “doppio”, scrivendo in friulano e in italiano, per dare vita a “un mondo che va cantato, nella sua prepotente e sensitiva natura, nell’eco delle voci e nell’ombra dei volti e nella traversia delle cose che contano, con trasporto amoroso e con tenace patire”, come recitano le motivazioni con cui gli è stato assegnato il prestigioso Premio Viareggio-Rèpaci nel 2010. Nelle sue liriche la memoria diventa un binario fondamentale da percorrere, priva però di nostalgia, ma che assume la forza del ricordo lucido da investigare e in cui scavare, per trarne insegnamenti ed esperienza. Un’esperienza che talvolta si fa dolore, dello spirito e della carne, una condizione che per Pierluigi Cappello è divenuta dura realtà, dopo che nel 1983, a soli 16 anni, un maledetto incidente lo ha costretto su una sedia a rotelle.

Cappello, che attualmente è impegnato in un’intensa attività artistica e di divulgazione della poesia contemporanea anche nelle scuole e nelle università, sarà introdotto dal padovano Maurizio Casagrande, autore di saggi critici, recensioni, interventi, racconti e liriche apparsi su numerosi periodici e riviste, e già ospite nella sezione “Off” dell’edizione 2011 di Dire poesia.

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Dire poesia 2013 è un progetto del Comune di Vicenza – Assessorato alla Cultura e Intesa Sanpaolo, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati e il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e con L’Officina arte contemporanea di Vicenza, per la cura di Stefano Strazzabosco.

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Pierluigi Cappello è nato a Gemona del Friuli (Udine) nel 1967, ma è originario di Chiusaforte dove ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza. Attualmente vive a Tricesimo, dove è impegnato in un’intensa attività artistica e di divulgazione della poesia contemporanea anche nelle scuole e all’università. Con altri poeti della sua regione ha fondato nel 1999 e ha diretto per qualche tempo la collana di poesia “La barca di Babele” che, edita dal Circolo Culturale di Meduno, accoglie e diffonde autori significativi di area veneta, triestina e friulana. Ha pubblicato i seguenti libri di poesie: Le nebbie (Campanotto, Pasian di Prato 1994 e 2003), La misura dell’erba (Gallino, Milano 1998), Amôrs (Campanotto, Pasian di Prato 1999), Il me Donzel (Boetti, Mondovì 1999; premi Città di San Vito al Tagliamento e Lanciano-Mario Sansone), Dentro Gerico (Circolo Culturale di Meduno, Meduno 2002). Con Dittico (Liboà, Dogliani 2004) ha vinto il premio Montale Europa. Assetto di volo (Crocetti, Milano 2006), che riunisce gran parte dei suoi versi, è stato vincitore dei premi Pisa (2006) e Bagutta Opera Prima (2007). Nel 2008 ha pubblicato la sua prima raccolta di prose e interventi intitolata Il dio del mare (Lineadaria, Biella 2008). Nel maggio 2010 pubblica Mandate a dire all’imperatore (Crocetti, Milano 2010), col quale vince il premio Viareggio-Rèpaci. Sue poesie sono inoltre apparse in numerose riviste e antologie. Ha tradotto in friulano, tra gli altri, Vicente Aleixandre, Arthur Rimbaud, Carlos Montemayor; il suo ultimo lavoro di traduzione è Rondeau. Venti variazioni d’autore (Forum, Udine 2011). Nel 2012 il presidente Giorgio Napolitano gli ha conferito il prestigioso premio Vittorio De Sica.

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Maurizio Casagrande è nato a Padova nel 1961 e insegna Lettere nelle scuole superiori. Dopo la laurea in Filosofia ha maturato interesse per la letteratura e la poesia occupandosi, in sede critica, di poeti e scrittori contemporanei. I suoi scritti – saggi critici, recensioni, interventi, racconti, liriche – sono apparsi su numerosi periodici e riviste, quali Atelier, La Battana, Tratti, La Clessidra, Madrugada, L’Ippogrifo, Il Gabellino, Voltri Oggi, AltroVerso, Oltre, Yale Italian Poetry, Hortus, Daemon. Suoi contributi, inoltre, sono presenti nei volumi Tomizza e noi (Atti della seconda edizione del Convegno di studi su Fulvio Tomizza, Umago 2001), Da Rimbaud a Rimbaud (Il Ponte del Sale, Rovigo 2004), I Surrealisti francesi (Stampa Alternativa, Viterbo 2004). È membro fondatore dell’Associazione per la poesia “Il Ponte del Sale” di Rovigo, per la quale ha curato nel 2006 il libro di interviste In un gorgo di fedeltà. Dialoghi con venti poeti italiani (con fotografie di Arcangelo Piai). Nel gennaio 2011 è uscito il suo primo libro di poesie, Sofegón carogna (prefazione di Luigi Bressan, Il Ponte del Sale, Rovigo). Per le edizioni “Cofine” di Roma sta lavorando, con Matteo Vercesi, ad un’antologia di 16 poeti in dialetto del Veneto, a cavallo fra XX e XXI secolo.

 

L’ingresso a tutti gli appuntamenti di Dire poesia è libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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Nei luoghi delle letture saranno inoltre disponibili i libri degli autori ospiti di Dire poesia.

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Mercoledì 20 marzo a Palazzo Leoni Montanari a Vicenza (vigilia della giornata mondiale della poesia del 21 marzo), la poetessa sardo-romana, definita la più importante oggi in Italia,  apre la rassegna promossa

dal Comune e Intesa Sanpaolo e curata da Stefano Strazzabosco

DIRE POESIA: ANTONELLA ANEDDA INAUGURA

L’EDIZIONE 2013 DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE

Introduce l’ospite il saggista e poeta vicentino Stefano Guglielmin

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(Vicenza – 16.03.2013)  –  Antonella Anedda, considerata dalla critica la più importante poetessa italiana contemporanea, sarà l’ospite di prestigio che alzerà il sipario sull’edizione 2013 di dire poesia, il mosaico di incontri con i nomi di spicco della poesia nazionale e internazionale contemporanea promosso dal Comune di Vicenza – Assessorato alla Cultura e Intesa Sanpaolo che per oltre due mesi, dal 13 marzo al 7 giugno, animerà i luoghi d’arte di Vicenza.

Antonella Anedda sarà ospite di dire poesia mercoledì 20 marzo (ore 18.00) a Palazzo Leoni Montanari, introdotta dal saggista e poeta vicentino Stefano Guglielmin. La serata preannuncia la giornata mondiale della poesia di giovedì 21 marzo.

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Nata a Roma nel 1958 da famiglia sardo – corsa, Antonella Anedda ha pubblicato nel 1992 la sua prima raccolta di poesie, “Residenze invernali”, che l’ha subito imposta come una delle presenze più importanti della nuova poesia italiana. Soprattutto, il richiamo alla posizione di Paul Celan, alla sua idea di respiro, e alla sua scrittura intesa come colloquio con i sommersi è stato individuato come un elemento centrale di una poesia che si distingue per la sua essenzialità e la sua precisione. Liriche che rivelano la memoria nel suo farsi, immergendosi in un mondo inquieto di calma apparente.

I versi di Antonella Anedda, tradotti in varie lingue e presenti in diverse antologie, hanno ottenuto nel corso degli anni numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Montale, il Premio Sinisgalli, il premio Diego Valeri e il Premio Viareggio-Rèpaci.

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Dire poesia 2013 è un progetto del Comune di Vicenza – Assessorato alla Cultura e Intesa Sanpaolo, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati e il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea dell’Università “Ca’ Foscari” Venezia e con l’Officina arte contemporanea di Vicenza, per la cura di Stefano Strazzabosco.

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Antonella Anedda (Angioy) è nata a Roma nel 1958 da una famiglia di origine sarda. Si è laureata in Storia dell’arte moderna e vive tra Roma e la Sardegna. Ha insegnato all’Università di Siena e all’Università La Sapienza di Roma. Attualmente è docente presso l’Università della Svizzera italiana. Dopo il libro di esordio Residenze invernali (Crocetti, Milano 1992; premio Sinisgalli Opera Prima, premio Diego Valeri, Tratti Poetry prize) ha pubblicato le seguenti sillogi poetiche: Notti di pace occidentale (Donzelli, Roma 1999; premio Montale nel 2000), Il catalogo della gioia (Donzelli, Roma 2003) e Dal balcone del corpo (Mondadori, Milano 2007, vincitore dei premi Dedalus, Dessì e Napoli). Nel 2012 è uscita per Mondadori la raccolta Salva con nome, per la quale le è stato conferito il premio Viareggio-Rèpaci. I suoi versi sono tradotti in varie lingue ed è presente in numerose antologie. Tra i saggi si ricordano: Cosa sono gli anni (Fazi, Roma 1997), La luce delle cose (Feltrinelli, Milano 2000), La lingua disadorna (L’Obliquo, Brescia 2001), Tre stazioni (LietoColle, Faloppio 2003), Come solitudine (2003) e La vita dei dettagli (Feltrinelli, Milano 2009).Traduttrice di poeti classici e moderni, ha curato un’antologia di poesie e di prose di Philippe Jaccottet, Appunti per una semina (Fondazione Piazzolla, Roma 1994) e, sempre di Jaccottet, La parola Russia (Donzelli, Roma 2004); sue traduzioni sono raccolte nel volume Nomi distanti (Empirìa, Roma 1998). Ha collaborato con varie riviste e giornali come “Poesia”, “Nuovi Argomenti”, “Linea d’ombra”, “Il Manifesto”. Dal 2011 tiene la rubrica “Isole” sulla rivista online “Doppiozero”.

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Stefano Guglielmin è nato nel 1961 a Schio (VI). Laureato in filosofia, insegna lettere presso il locale liceo artistico. Ha pubblicato le sillogi Fascinose estroversioni (Quaderni del gruppo “Fara”, 1985), Logoshima (Firenze Libri, 1988), come a beato confine (Book editore, 2003), La distanza immedicata / the immedicate rift (Le Voci della Luna, 2006), il foglio d’arte Il frutto, forse (L’Arca Felice, 2008), Erosioni, in Dall’Adige all’Isonzo. Poeti a Nord-Est (Fara, 2008), C’è bufera dentro la madre (L’arcolaio, 2010), Le volpi gridano in giardino (CFR Edizioni, 2013) e i saggi Scritti nomadi. Spaesamento ed erranza nella letteratura del Novecento (Anterem, 2001), Senza riparo. Poesia e finitezza (La Vita Felice, 2009) e Blanc de ta nuque. Uno sguardo (dalla rete) sulla poesia italiana contemporanea (Le Voci della Luna, 2011) È presente in alcune antologie, fra le quali Il presente della poesia italiana, curata da C. Dentali e S. Salvi (LietoColle, 2006) e Caminos del agua. Antologia de poetas italianos del segundo Novecientos, a cura di E. Reginato (Monte Avila, 2008). Suoi saggi e poesie sono usciti su numerose riviste italiane ed estere e su siti web. Gestisce il Blog Blanc de ta nuque. Dirige le collane di poesia “Laboratorio” per le edizioni “L’Arcolaio”, “Segni” per conto de “Le Voci della Luna” e, assieme a M. Ferrari e M. Morasso, “Format” della “Puntoacapo Editrice”.

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L’ingresso a tutti gli appuntamenti di Dire poesia è libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Per ogni appuntamento l’artista Giovanni Turria dell’Officina Arte contemporanea stamperà una plaquette numerata, con un inedito dei poeti, da distribuire  gratuitamente al pubblico.  Nei luoghi delle lettura saranno disponibili i libri degli autori ospiti.

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Per informazioni:

Assessorato alla cultura del Comune di Vicenza tel. 0444.222101

Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari tel. 800.578875

Blog > https://direpoesia.wordpress.com/

www.comune.vicenza.itwww.palazzomontanari.com

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Informazioni per la stampa e accrediti:

Ufficio Stampa > CHARTA BUREAU

Antonio Tosi 349.5384153 – ufficiostampa@charta-bureau.it

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dire poesia 2013

 México VII-VIII.2012 186-001

dire poesia 2013

L’edizione 2013 di dire poesia, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza e sostenuta dalle Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, conclude il ciclo di incontri poetici a Vicenza curato da Stefano Strazzabosco negli ultimi quattro anni, proponendo un percorso più breve ma altrettanto significativo.

Preceduta da un incontro di poetry slam organizzato dalla Piccionaia – I Carrara in collaborazione con dire poesia (13 marzo, Bar Borsa), la serie degli incontri con gli autori inizierà il 20 marzo, in concomitanza con la giornata mondiale della poesia (21 marzo), con la lettura di Antonella Anedda, sicuramente una delle voci più significative e riconosciute della poesia italiana degli ultimi vent’anni (Palazzo Leoni Montanari, ore 18). La rassegna presenterà ancora il poeta friulano Pierluigi Cappello (17 aprile, Palazzo Leoni Montanari), i veneti Luciano Cecchinel e Marco Munaro (4 maggio, Palazzo Chiericati), il francese Bernard Noël (8 aprile, Palazzo Trissino; in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia), il coreano Ko Un (Odeo del Teatro Olimpico, 24 aprile; in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari e il King Sejong Institute di Venezia) e lo spagnolo José María Micó (18 maggio, Palazzo Leoni Montanari; in collaborazione con Vicenza jazz). Il ciclo quinquennale troverà poi la sua naturale conclusione con la pubblicazione di un’antologia degli inediti donati dai poeti a dire poesia e stampati di volta in volta dai torchi di Giovanni Turria in preziosissime plaquette a bassa tiratura, distribuite gratuitamente al pubblico vicentino. Il libro sarà presentato nei locali dell’Officina arte contemporanea venerdì 7 giugno alle 21, suggellando con letture e una festa l’altrettanto festoso banchetto di parole di cui Vicenza ha goduto nei cinque anni della manifestazione. (altro…)

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Comunicato Stampa

 

Mercoledì 13 giugno, ai Chiostri di Santa Corona,

 l’ultimo appuntamento con la poesia internazionale

per la rassegna promossa dal Comune di Vicenza e da Intesa Sanpaolo

VICENZA: TRA REALTA’ E SUGGESTIONE,

JESÚS URZAGASTI CHIUDE L’EDIZIONE 2012

DI DIRE POESIA  

Introducono Claudio Cinti e Fernando Marchiori.

L’incontro è in collaborazione con Libriamo2012

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(Vicenza – 11.06.2012) – Chiude con uno dei massimi scrittori boliviani viventi, l’edizione 2012 di Dire Poesia: sarà infatti Jesús Urzagasti l’ultimo ospite della rassegna proposta dal Comune di Vicenza e da Intesa Sanpaolo. L’appuntamento, realizzato in collaborazione con Libriamo, è programmato per mercoledì 13 giugno (ore 18) ai Chiostri di Santa Corona a Vicenza. L’incontro sarà introdotto dal poeta, editore e traduttore Claudio Cinti e dallo studioso e scrittore Fernando Marchiori. Claudio Cinti, insieme a Silvia Raccampo (che non potrà essere presente), ha tradotto e curato l’edizione italiana di quasi tutta la poesia dell’autore, confluita nella recentissima antologia L’albero della tribù (Il Ponte del Sale, 2012).

La scrittura di Jesús Urzagasti vive delle suggestioni della letteratura sudamericana: “Urzagasti – spiega il curatore di Dire Poesia, Stefano Strazzabosco – mescola sapientemente l’osservazione precisa della realtà con il lievito della visionarietà più suggestiva; nei suoi libri, che siano in prosa o in versi, si aggira sempre lo spirito delle culture preispaniche, combinato con tecniche letterarie sofisticate e affascinanti. L’effetto è quello di uno spaesamento salutare: non fuori, ma dentro la realtà più profonda e sotterranea dell’essere umano e, specialmente, della storia frantumata dell’America latina”. (altro…)

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