Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘l’officina’

È stato un privilegio partecipare alla lettura “carbonara” di sabato sera all’Officina, con un Valerio Magrelli in forma smagliante e con l’omaggio all’editore e stampatore Alessandro Zanella (il sestetto di pedaline è rimasto muto in suo onore).

Valerio Magrelli ha letto e commentato molte poesie da Il sangue amaro (Einaudi, 2014), fornendo ai presenti uno spaccato di questo libro intelligente e ironico (festeggiato poco dopo con un sangue Amarone della Val Pantena).

Tra l’altro, Magrelli ha detto che per lui il poeta è chi sente sulla propria pelle la ferita del linguaggio: un logoleso, dunque, non certo qualcuno dotato di capacità superiori a quelle altrui. Il poeta è l’ignarus, colui che non sa. Forse si scrive proprio per capire, per sapere; ma, appunto, chissà.

Pubblichiamo qualche foto di documentazione; la seconda serie ci è stata regalata da Mara Seveglievich, che ringraziamo.

.

Questo slideshow richiede JavaScript.

.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Read Full Post »

Questo è il secondo dei due fuori-programma annunciati.

Oggi, sabato 13 giugno alle 21, presso l’Officina di Vicenza (contra’ Carpagnon, 17), Valerio Magrelli leggerà dal suo ultimo libro di poesia, Il sangue amaro (Einaudi, Torino 2014), accompagnato dal sestetto di pedaline diretto da Giovanni Turria.

.

Valerio Magrelli

Valerio Magrelli

.

Nel corso della serata verrà anche ricordata la figura del tipografo ed editore veronese Alessandro Zanella (1955-2012). Saranno lo stesso Valerio Magrelli e Giuseppe Carollo a raccontare chi era e cosa ha fatto Alessandro, mentre per l’occasione la vedova e la figlia di Zanella porteranno a Vicenza la sua ultima opera, m2, ideata dallo stampatore ma realizzata postuma, in 80 esemplari. L’opera si compone di una xilografia di un metro quadrato di Marina Bindella, intelata e ripiegata come le carte geografiche dell’Ottocento, e contiene la poesia di Magrelli “Il Monte Buono”, ripresa poi ne Il sangue amaro col titolo: “Natale a Strasburgo, città natale di Gutenberg”.

.

Alessandro Zanella

Alessandro Zanella

.

L’ingresso è libero, fino all’esaurimento dei posti disponibili.

.

Valerio Magrelli è nato a Roma nel 1957. Traduttore e saggista, è ordinario di Letteratura francese all’Università di Cassino. Ha pubblicato Ora serrata retinae (Feltrinelli, 1980), Nature e venature (Mondadori, 1987), Esercizi di tipologia (Mondadori, 1992). Le tre raccolte, arricchite da versi successivi, sono poi confluite nel volume Poesie (1980-1992) e altre poesie (Einaudi 1996). Sempre per Einaudi sono usciti Didascalie per la lettura di un giornale (1999), Disturbi del sistema binario (2006) e Il sangue amaro (2014). Fra i suoi lavori critici, Profilo del dada (Lucarini 1990, Laterza 2006), La casa del pensiero. Introduzione all’opera di Joseph Joubert (Pacini 1995, 2006), Vedersi vedersi. Modelli e circuiti visivi nell’opera di Paul Valéry (Einaudi 2002, L’Harmattan 2005) e Nero sonetto solubile. Dieci autori riscrivono una poesia di Baudelaire (Laterza 2010). Ha diretto per Einaudi la serie trilingue della collana «Scrittori tradotti da scrittori». Tra i suoi lavori in prosa: Nel condominio di carne (Einaudi 2003), La vicevita. Treni e viaggi in treno (Laterza 2009), Addio al calcio (Einaudi 2010), Il Sessantotto realizzato da Mediaset (Einaudi 2011), Geologia di un padre (Einaudi 2013). È fra gli autori di Scena padre (Einaudi 2013). Nel 2002 l’Accademia Nazionale dei Lincei gli ha attribuito il Premio Feltrinelli per la poesia italiana. Collabora alle pagine culturali di «Repubblica».

.

Marina Bindella nasce a Perugia. Dopo la maturità classica, si laurea in Lettere (Storia dell’Arte) all’Università la Sapienza di Roma. Nel 1980 realizza la prima mostra personale. Nel 1986 si diploma in Incisione presso la Scuola delle Arti Ornamentali di S. Giacomo. Nel 1987, lavorando sulla tesi per la specializzazione universitaria, conosce Alina Kalczynska e Vanni Scheiwiller e studia l’incisione polacca, su cui scriverà in varie occasioni: comincia così una serie di pubblicazioni sui temi della grafica. Nella prima metà degli anni ’90 frequenta artisti significativi dell’area dell’astrazione, fra cui Guido Strazza, Carlo Lorenzetti, Enrico Della Torre, Giulia Napoleone, con i quali stabilisce rapporti di collaborazione, mentre il suo lavoro si concentra sulla xilografia. Partecipa alle più importanti rassegne internazionali di grafica, ottenendo vari premi e riconoscimenti.
Nel 1993 pubblica Il Poema della Montagna di Marina Cvetaeva con Il Buon Tempo di Milano, primo atto di una proficua e lunga collaborazione con Lucio Passerini. Del 1997 è la prima di una serie di mostre e delle due edizioni Schnitte e Ombre Rose Ombre di Ingeborg Bachmann, presso la galleria tedesca Monika Hoffmann, di Paderborn. Alla Sommer Akademie della stessa città tiene tre corsi di xilografia. Nel 1998 lo Städtisches Kunstmuseum Spendhaus di Reutlingen, il Rheinisches Landesmuseum di Bonn e la Sächsische Landesbibliothek di Dresda acquistano diverse xilografie; l’anno seguente la BNL di Roma acquista la matrice e la tiratura di un’incisione. Nel 1999 tiene una mostra di xilografie alla Biblioteca Sormani di Milano, con presentazione di Giovanni Accame e riceve il premio della giuria al XIV Premio Internazionale Biella per l’Incisione. Nel 2000 le viene assegnato il Premio della Triennale, alla III International Print Triennial del Cairo. Nasce da una prolungata collaborazione, anche editoriale, con Sergio Pandolfini la mostra di acquerelli, disegni a china e grafiche Marina Bindella, Partitura Inquieta, presso la galleria Il Bulino nel 2004, con presentazioni in catalogo di Guido Strazza e Giuseppe Appella. Per quest’occasione realizza le tecniche miste che accompagnano le poesie di Elio Pecora nel libro d’arte Per Isole e per Golfi. La collaborazione con le più importanti private presses italiane rappresenta un aspetto importante del suo lavoro nel corso degli anni: ricordiamo in particolare: Alta Marea, con una china per una poesia di Biancamaria Frabotta, EOS edizioni, Roma 2001; Terre Nere, con incisioni di Marina Bindella, Carlo Lorenzetti, Giulia Napoleone e Lucio Passerini per le poesie di Lea Canducci, L’Oleandro, Roma, 2001; Le foglie del decoro, con 2 xilografie per 6 poesie inedite di Jolanda Insana, I quaderni di Orfeo, Milano, 2007 e Per Isole e per Golfi III, una cartella realizzata con la galleria Il Salice di Locarno, presso la quale nel 2008 tiene una mostra. Nel 2006 Tiziana D’Acchille cura la doppia personale Strazza/Bindella-incisioni, alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Ciampino (RM), con presentazioni di Rosalba Zuccaro e Claudio Zambianchi.
Nel 2007 il Gabinetto delle Stampe antiche e moderne di Alessandria acquisisce 15 xilografie, nel 2009 l’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma una donazione di 16 opere fra xilografie, chine e acquarelli e nel 2011 il Museo della Slesia di Katowice 2 xilografie. Nel 2009 pubblica con le edizioni Ampersand di Alessandro Zanella il volume Poesie Verticali, con 21 incisioni xilografiche per 14 poesie di Maria Luisa Spaziani. Nello stesso anno cura la mostra e il catalogo dell’intera produzione dell’editore-tipografo alla Biblioteca Vallicelliana di Roma. Nel 2010, nella stessa sede, cura la mostra delle edizioni Il Buon Tempo ed espone i nuovi lavori, olio e graffito su tavola, nella mostra Luce d’altura, alla galleria Ricerca d’Arte di Roma, con presentazioni in catalogo di Jolanda Nigro Covre e di Ilaria Schiaffini. Fra il 2012 e il 2013 realizza il libro La Stella lei lo sa, con una poesia di Patrizia Cavalli e m2, con una poesia di Valerio Magrelli, dedicato alla memoria di Alessandro Zanella. Nel 2013 viene inaugurata una sua installazione realizzata per la Sala Ristorazione del Policlinico di Tor Vergata, presentata in catalogo da Arianna Mercanti. Nello stesso anno tiene la mostra Corpi Celesti alla galleria Porta Latina, per la cura di Tiziana D’Acchille. Attualmente insegna Storia della Grafica nelle Accademie di Belle Arti e tiene corsi di perfezionamento in xilografia in Italia e all’estero. Vive e lavora a Roma.

Read Full Post »

Il cerchio che stringeva Armando nella morsa non ha retto all’irruenza del mare: l’acqua vi è entrata schiumando, accompagnata dai colori dell’Egeo. Così il piombo si è sciolto in un bagno di luce, la poesia di Romero ha liquefatto la materia trasformandola in sogno.

Anche le macchine, però, hanno ottenuto qualcosa: sono riuscite a catturare un po’ di versi imprigionandoli nei loro caratteri di piombo. Così la luce è diventata gesto, carta e inchiostro. Nigra lux facta, et impressa est.

.

Armando001.

Armando002

Read Full Post »

cerchio

Più che un cerchio, un’ellisse. Con due fuochi. Nel primo le poesie in spagnolo, nell’altro le versioni in italiano. Intorno sei pedaline, i torchi tipografici più piccoli, manovrate da altrettante sudentesse del corso “Tecniche e Procedimenti di Stampa” dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. In mezzo al cerchio-ellisse, oltre ad Armando Romero, il pubblico. E la poesia, che da parola si trasforma in traccia d’inchiostro sulla carta. Gesto, movimento, pressione, suono (tra-trac), parola. Quasi un bagliore nero, ma sonoro.

La partitura per sestetto di pedaline e voce è diretta da Giovanni Turria, docente all’Accademia (oltre che a Urbino). Le poesie di Romero sono tratte da Il colore dell’Egeo (Sinopia, Venezia 2014) di cui Claudio Cinti, editore e poeta, può dire qualcosa; ma può anche darsi che si limiti a cucire, col suo refe del colore del mare, i fogli stampati dal sestetto di pedaline tra-traccanti. Fiat nigra lux (et imprimatur).

.

P.

ARMANDO ROMERO

“La poesia di Armando Romero” – afferma il grande poeta colombiano Alvaro Mutis – “non ha antecedenti in qualsiasi scuola nota o gruppo. Nella sua poesia non sono mai riuscito a trovare radici, testimonianze che riconducano ad altri, visioni riprese o rielaborate da altri. Nella poesia di Armando Romero c’è un modo di narrare un mondo che è tutto suo, personalissimo e profondo. Nelle sue poesie vivono storie di vita vissuta, c’è desolazione e amore, disordine e gioia, orme di un uomo che cammina tra la gente”.
“È un fatto indiscutibile – scrive Martha L. Canfield nell’introduzione italiana a La radice delle bestie, folgorante raccolta di piccoli racconti di Romero edita da Sinopia – della storia letteraria ispanoamericana che il surrealismo, fra tutte le avanguardie storiche, è quello che ha lasciato un’eredità più vasta e duratura. Ed è attraverso questa linea oscura ma costante dell’immaginario ispanico che emerge la prosa sconvolgente e affascinante di Armando Romero. La lezione del surrealismo lo porta con insolita irriguardosa fermezza all’incontro di quell’animalità profonda che giace dentro di noi, schiacciata o rimossa dai principi della civiltà e della cultura. Il Cane andaluso di Buñuel e il Minotauro di Picasso lo precedono; il Manuale di zoologia fantastica (1957) di Jorge Luis Borges e il Bestiario (1959) del messicano Juan José Arreola lo accolgono festosamente in quella dimensione in cui le forme incontrollabili del sogno sposano la perizia del gioco verbale. Così, sogno e poesia, mito e gioco, realtà e astrazione dal reale producono pezzi di bravura che – una volta superato l’incantesimo iniziale – ci lasciano a meditare a lungo”.

Romero è stato esponente del Gruppo Nadaista, movimento letterario di avanguardia sviluppatosi negli anni Sessanta nel suo Paese, la Colombia. La vita lo ha poi portato a viaggiare e soggiornare anche a lungo in diversi paesi del continente americano, in Europa e in Asia. Da molti anni risiede negli Stati Uniti, dove lavora come docente. Molte le raccolte poetiche pubblicate a iniziare dal 1975 in diversi Paesi del Sud America, alternate a romanzi e racconti. Il romanzo La rueda de Chicago gli ha fatto ottenere il Premio per la miglior opera d’avventura al Latino Book Festival di New York del 2005.
Le sue opere sono tradotte in numerose lingue: inglese, italiano, francese, portoghese, greco, arabo, rumeno, tedesco. In Italia i suoi libri sono editi dalla casa editrice veneziana Sinopia.

Un’altra sintesi del ciclo Un castello, una villa, un’officina si può leggere anche qui (da “Il Giornale di Vicenza” di oggi, 22 maggio 2014) e qui (da “VicenzaPiù”).

Read Full Post »

locandina

.

Read Full Post »

Non è dire poesia, anche se il blog è quello.

La rassegna internazionale dire poesia si è conclusa la scorsa primavera, e il nuovo Assessore alla Cultura del Comune di Vicenza non ha riproposto l’iniziativa.

Questo invece è un ciclo di tre incontri poetici, patrocinati dalla Provincia di Vicenza e dal Comune di Montecchio Maggiore, intorno al tema della casa, della soglia, della porta, dell’entrare e dell’uscire da spazi famigliari, dai luoghi natii, da terre d’elezione, di espatrio o di confino. La casa è il luogo degli affetti: un nido, un covo, un rifugio (quando non si trasforma nella scena di un crimine). Ma le case si vivono, si cambiano, si perdono. E un tipo molto particolare di casa è anche la lingua materna, dove a volte si aggira la poesia.

.

V

.

Il primo incontro, presso l’Officina arte contemporanea di Vicenza, propone una delle grandi voci latino-americane del nostro tempo, quella del poeta e narratore Armando Romero (Colombia, 1948) che vive da anni negli Stati Uniti. Romero sarà coinvolto in una performance durante la quale verrà eseguita una partitura per voce e sestetto di pedaline tipografiche dirette dal Maestro Giovanni Turria. I testi che Romero leggerà sono tratti dalla raccolta appena uscita Il colore dell’Egeo (Sinopia, Venezia 2014). La raccolta è dedicata alla Grecia, terra d’elezione di Romero.

Il secondo incontro, nel salone di Tiepolo di Villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore, presenta una recentissima antologia della poesia dialettale veneta tra Novecento e Duemila: Un altro Veneto. Saranno presenti i curatori Matteo Vercesi e Maurizio Casagrande, oltre ad alcuni tra i poeti antologizzati. Patrizia Laquidara partecipa alla serata con degli intermezzi per voce sola. Il salone di Tiepolo di Villa Cordellina sembra il luogo ideale per far risuonare le tante voci che compongono il canto insieme individuale e corale della poesia veneta di questi ultimi trent’anni circa.

Il terzo incontro, al Castello della Villa o di Romeo di Montecchio Maggiore, prevede la presenza di due poeti che scrivono sia in italiano sia in dialetto e che la vita ha portato a risiedere in luoghi diversi rispetto a quelli di origine. Luciano Caniato è nato nel rodigino ma vive da molti anni a Conegliano; Luigi Bressan è della provincia di Padova ma risiede a Codroipo, in Friuli. Anche per loro, dunque, la casa è soprattutto la lingua in cui scrivono, un luogo affettivo più che materiale. Gli interventi musicali sono affidati al violinista e violista Michele Sguotti.

 

Ecco il programma completo:

.

UN CASTELLO, UNA VILLA, UN’OFFICINA

Poesie sulla porta di casa

 .

un poeta sta sempre / su la porta de casa

Giacomo Noventa

.

Venerdì 23 maggio, ore 21.00

Armando nel cerchio di piombo

Armando Romero legge da Il colore dell’Egeo (Sinopia, 2014)

con Stefano Strazzabosco, Claudio Cinti

e il Sestetto di pedaline diretto dal Maestro Giovanni Turria

L’Officina arte contemporanea – Vicenza

 .

Venerdì 6 giugno, ore 18.00

Un altro Veneto

Antologia di poeti in dialetto tra Novecento e Duemila (Cofine, 2014)

con Matteo Vercesi, Maurizio Casagrande

e Patrizia Laquidara (voce)

Villa Cordellina Lombardi – Montecchio Maggiore

 .

Venerdì 13 giugno, ore 21.00

Castelli di carta

con Luciano Caniato, Luigi Bressan

e Michele Sguotti (viola, violino)

Castello della Villa o di Romeo* – Montecchio Maggiore

.

.

*in caso di pioggia l’incontro si terrà presso la Chiesa Parrocchiale di Sovizzo Colle.

Read Full Post »

L’ultimo appuntamento di dire poesia 2013 si è consumato nel clima informale dell’Officina arte contemporanea, dove molti amici, poeti, traduttori, artisti, curiosi, semplici conoscenti e assoluti sconosciuti sono venuti a chiudere festosamente con noi il ciclo quinquennale di incontri, ad ascoltare Valentina Brusaferro, Martina Pittarello e Gianluigi Igi Meggiorin, a bere uno o due bicchieri (tra cui lo strepitoso Amaro Nonino servito con ghiaccio e arance Navel, omaggio di Antonella Nonino a dire poesia) e a sfogliare il libro-antologia-catalogo Memoria del futuro: dire poesia a Vicenza (2009-2013):

.

Memoria del futuro

.

Pubblichiamo qualche immagine della serata. Più avanti forniremo informazioni sulla reperibilità del libro, nonché su questo blog così propenso ad assopirsi in modo brusco e incontrollato (narcolessia?).

.

.

Altre immagini nel blog di Teresa Francesca Giffone.

Read Full Post »

Older Posts »