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Posts Tagged ‘Dire poesia 2011’

Questa volta rendiamo omaggio alle persone che lavorano nell’ombra per Dire poesia.

Lo facciamo con uno scritto che ci ha mandato l’artista Giovanni Turria, vale a dire il principale responsabile delle torchiature cui sono stati sottoposti non solo migliaia di fogli, ma anche poeti,  amici, collaboratori e semplici conoscenti (a volte anche perfetti sconosciuti…).

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10 appuntamenti per 11 poeti vuol dire anche 300 metri quadrati di poesia su carta e davvero molto tempo passato alle macchine da stampa, visto che in occasione di ogni incontro sono state realizzate 290 plaquette numerate, di cui 110 firmate dall’artista, e 1.000 cartigli di caffè a poeta, il che fa 3.190 plaquette e 110.000 caffè corretti di poesia.

Perché questa operazione anacronistica, faticosa, intensa e complicata? Perché usare le vecchie macchine da stampa che nessuno impiega più è come scorrere sulle rotative del tempo: assaporando la forza degli ingranaggi e sentendo il profumo degli inchiostri. Le parole, imprimendosi sulla carta, prendono un senso più profondo e hanno più valore quando vengono assegnate in dono a chi ha assistito agli eventi. E allo stesso modo la strisciolina di poesia da portar via al bar, con il cappuccino del mattino, dovrebbe essere un omaggio benvoluto o inaspettato che reca su di sé anche la cura e l’armonia estetica con cui è
stato composto, ad augurio di un buon mattino.

La liturgia preziosa della stampa è stata assistita non solo dagli officianti officinali, come spesso scrive il Direttore del festival, ma anche da tanti amici che nottetempo e pomeriggio-tempo si sono affacciati all’Officina, a vedere i torchi in azioni e a volte hanno anche generosamente aiutato ad arrotare all’ultimo momento le carte poetiche e a strisciare kilometri di righe colorate sulle plaquette. E’ stato bello sentire da vicino la loro amicizia e gli entusiasmi, la loro curiosità nel capire quanto sia difficile mettere assieme le lettere di piombo e le forme di stampa che danno vita ai componimenti: a tutti questi tenaci “amici di piombo” – Direttore compreso, costretto talora a soccorrere i lavoranti – il mio più sentito grazie per avermi tenuto compagnia.

Giovanni Turria

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Il sesto incontro di Dire poesia 2011 ha portato in città la voce pietosa, visionaria e potente di Ida Vallerugo, accompagnata dalla competenza affabile e precisa di Anna De Simone.

L’incontro è stato indimenticabile: il mistral che dà il titolo alla più recente raccolta poetica della Vallerugo ha soffiato sui relatori e sul pubblico in ascolto, scompigliando carte e pensieri.

Ecco qualche immagine della giornata e dell’incontro.

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Anche John Akpata è stato infine catturato e portato all’Officina, dove il Maestro Giovani Turria lo ha sottoposto alla consueta torchiatura poetica.

Akpata si è difeso sorridendo.

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La sua perormance avrà luogo oggi, domenica 3 aprile, alle ore 18.00, nel Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza.

L’ingresso è libero.

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… come il corpo dell’ultimo libro di poesie di Fabio Pusterla (Marcos y Marcos, 2010), graditissimo ospite a Dire poesia 2011.

Davanti a un pubblico folto e partecipe, Pusterla ha letto una selezione di sue poesie, raccontandone genesi, storia e ragioni, e rispondendo alle domande del prof.  Andrea Afribo (Università di Padova).

Ecco qualche immagine del pomeriggio di ieri.

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N.B. Il blog Poesia di Luigia Sorrentino, presente nel sito di RaiNews24, ha pubblicato un’ampia presentazione di Dire poesia 2011. Grazie! si veda: http://poesia.blog.rainews24.it/2011/03/25/dire-poesia-2011-la-poesia-dei-contemporanei/

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 Domani, venerdì 25 marzo, alle ore 18.00, nel Salone di Apollo di Palazzo Leoni Montanari di Vicenza, il poeta ticinese Fabio Pusterla leggerà i suoi versi conversando con il prof. Andrea Afribo (Università di Padova). L’ingresso è libero.

Fabio Pusterla è uno dei poeti italiani più importanti degli ultimi decenni.

Nato a Mendrisio (Canton Ticino) nel 1957, si è laureato in Lettere a Pavia, insegna al Liceo Cantonale di Lugano e vive tra la Svizzera italiana e il Nord Italia.

La sua prima raccolta poetica è Concessione all’inverno (Casagrande, Bellinzona 1985, nuova edizione 2001). I libri successivi sono stati tutti pubblicati dall’editore milanese Marcos y Marcos: Bocksten (1989, poi 2003), Le cose senza storia (1994, poi 2007), Pietra sangue (1999), Folla sommersa (2004) e Corpo Stellare (2010). Nel 2009 ha pubblicato per Einaudi il volume antologico Le terre emerse. Poesie 1985-2008. Sue poesie sono inoltre presenti in numerose antologie.

Attivo anche come saggista e ricercatore, tra i suoi lavori sono da citare il volume Cultura e linguaggio della Valle Intelvi, con Claudia Patocchi (La Comasina, Senna Comasco 1983); l’antologia Lombardia, in collaborazione con Angelo Stella e Cesare Repossi (La Scuola, Brescia 1990); l’edizione critica delle opere narrative del napoletano Vittorio Imbriani (Longanesi/Guanda, Milano 1992-1994). Il nervo di Arnold. Saggi e note sulla poesia contemporanea (Casagrande, Bellinzona 2007) raccoglie parte dei suoi interventi critici. In Una goccia di splendore. Riflessioni sulla scuola, nonostante tutto (ivi 2008) ha raccontato la sua esperienza di insegnante. Collabora, inoltre, a numerose riviste letterarie italiane, svizzere e francesi.

Come traduttore si è occupato soprattutto di Philippe Jaccottet, curandone numerose opere poetiche e in prosa, nonché della notevole antologia di poesia francese contemporanea Nel pieno giorno dell’oscurità (Marcos y Marcos, Milano 2000).

Le sue opere, tradotte in numerose lingue europee, hanno ottenuto il Premio Montale (1986), il Premio Schiller (1986, 2000), il Premio Dessì (2009), il Premio Lionello Fiumi (2008, 2010), il Premio Prezzolini per la traduzione (1994), il Premio Marazza (2009) e, nel 2007, l’importamte premio letterario svizzero Prix Gottfried Keller per l’insieme dell’opera.

La poesia di Fabio Pusterla muove dall’esempio del lombardo Vittorio Sereni per approdare a una parola originale, ferma, coraggiosa e precisa.

Pusterla sembra scavare a fondo nel presente per rintracciarvi i segni di un passato che ritorna a soprassalti; allo stesso tempo, pare ricerchi nel futuro una continuità tra i vivi, i morti e i nascituri che sia in grado di salvare l’autenticità del vivere dal progressivo diluirsi del senso.

L’azzardo di tale tentativo è reso felice da uno stile che negli anni è cresciuto in nitore e suggestioni, ponendosi come una delle esperienze poetiche più significative del nostro presente.

Pubblichiamo l’inedito che l’Officina sta stampando con ritmi e passioni d’altri tempi (=schavistici):

Terra ritrovata

 di Fabio Pusterla

 

Per ritrovare la terra occorreva smarrirla, forse,

perdere tutto e poi vagare nel fumo

di città sconosciute, pungenti. Dal gabbiotto

di uno che vendeva girasoli

poteva anche riemergere a sorpresa un antico vascello,

goletta di corno e madreperla, la memoria scomparsa

con le sue vele lacere, ferite da pirata, scogli,

la stiva colma di rane semivive,

pettirossi tremanti. Desolante, consolante,

chi può dirlo? La nave necessaria per solcare

certi flutti inquietanti, l’onda nera degli anni,

i fondali angosciosi.

La nave più impossibile,

l’unica forse in grado di raggiungere

il porfido e il basalto di una costa,

la pace provvisoria di un sorriso.

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Meena Alexander fotografata da Silvio Lacasella

La dolce, elegante, suadente, intensa poetessa indo-statunitense Meena Alexander ha vissuto ieri un’intensa giornata vicentina.

Nelle poche ore in cui è rimasta in città, ha firmato 120 fogli di inediti e 60 esemplari del suo primo libretto italiano Otto poesie (Sinopia, 2011; euro 6. Si può acquistare presso la Libreria Do Rode), apponendo poi un’altra cospicua serie di autografi, dediche e scritture su altrettanti supporti cartacei; ha visitato la Biblioteca Bertoliana, incontrando il Direttore Giorgio Lotto e la scrittrice Silvia Calamati; ha visitato l’Officina Arte Contemporanea, intrattenendosi con Giovanni Turria, Giuseppe Carollo, Giustino Chemello et alii; ha fatto sosta presso un parrucchiere del centro, accompagnata da una gentile amica conosciuta poco prima in città, ma trattata in modo complice e confidente; ha visitato il Teatro Olimpico e la collezione di icone di Palazzo Leoni Montanari, guidata da Isabella Sala; ha concesso un paio di interviste (su cui torneremo); e, incidentalmente, ha letto e spiegato i suoi splendidi versi a un auditorio numeroso, confortato dalle traduzioni e dalle note introduttive del prof. Marco Fazzini (Università di Venezia).

Pubblichiamo qualche documento della sua intensa visita a Vicenza (le ultime sette foto sono state scattate da Giustino Chemello).

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7×11

= 81.

Alessandro Mendini per Leopardi

Ieri sera, nelle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, è stata inaugurata la mostra 7×11.

Il curatore, Marco Fazzini, ha illustrato ragioni e finalità di un percorso espositivo che riunisce 77 artisti italiani in dialogo con altrettante poesie di ogni tempo e paese.

Il titolo della mostra contiene un criterio e un’indicazione di lettura: infatti, la misura sillabica dei due versi più rappresentativi della tradizione italiana, il settenario e l’endecasillabo, diventa lo spazio fisico concesso agli artisti per esprimere, in piena libertà, il loro singolare rapporto con una poesia a scelta.

Tutti i lavori, dunque, misurano 7 x 11 cm.

La mostra resterà aperta fino al 31 maggio 2011.

p.s. salutiamo la meravigliosa bandiera di 600 metri quadrati che ieri è stata issata, con più emozione e gioia che solennità, sulla Basilica Palladiana di Vicenza. La bandiera è formata da tanti rettangoli di stoffa bianca, rossa e verde su cui gli studenti delle scuole di città e provincia hanno scritto e disegnato pensieri, desideri, auguri.

Il progetto “tanti+tanti=uno” è stato ideato dall’artista Antonio Riello.

p.p.s. Sul “Giornale di Vicenza” di oggi è stato pubblicato un articolo che presenta Dire poesia 2011. La firma è di Clelia Stefani. L’articolo si può leggere anche in rete all’indirizzo: http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/416_mostre_ed_eventi/236237_la_parola_poeticaapproda_a_vicenzada_tutto_il_mondo/

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