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Posts Tagged ‘palazzo chiericati’

La lettura dei poeti Luciano Cecchinel e Marco Munaro, condotta a voci alternate intorno ai temi del paesaggio, della storia, della lingua e degli affetti, ha dato lustro a due poeti italiani tra i più significativi, entrambi profondamente radicati nel Veneto.

Sappiamo che qualche problema di acustica ha reso più difficili l’ascolto e la concentrazione, specie nelle ultime file. Ne siamo dispiaciuti. D’altra parte, il vestibolo palladiano in cui si è svolta la lettura non era certo stato pensato per ospitare incontri di questo tipo (il salone del piano nobile è chiuso al pubblico per lavori), e l’amplificazione disponeva di casse molto eleganti ma altrettanto obsolete.

Pubblichiamo tre gallerie di immagini: la seconda è di Silvio Lacasella; la terza di Teresa Giffone. Li ringraziamo entrambi.

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Ecco l’inedito di Marco Munaro. Anche questa poesia sarà stampata manualmente all’Officina e distribuita al pubblico presente all’incontro di domani, sabato 4 maggio (Palazzo Chiericati, ore 18.00).

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Mi hai visto? 

 

Venivo dallo Scortico

lungo le rive della tua assenza

e tu eri lì in un bar

dove ero entrato da prima

al buio, baravo e vincevo.

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Mi hai visto? La nobiltà e la tua figura sulla soglia,

la veste dipinta per te

da un pittore sublime che non esiste,

il contorno bianco e nero

acerbo

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Mi hai visto. Cadevo e ricadevo

e mi risvegliavo in un letto

quasi vicino a te

bambino

poi vecchio poi ragazzo sconsolato

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Hai cantato. Una pietra che balza.

Il pavimento a scacchi di una cucina veneziana.

“La mia chioma è sacra”.

Sì mi hai visto. Nove e nove soli,

la volta del cielo scorticata

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Munaro2

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Comunicato Stampa

 

 

Sabato 4 maggio, a Palazzo Chiericati a Vicenza, sesto

appuntamento della rassegna promossa da Comune di Vicenza – Assessorato alla Cultura e Intesa Sanpaolo

DIRE POESIA, IL VENETO DIVENTA ARTE CON LUCIANO CECCHINEL E MARCO MUNARO

Cecchinel, “erede” di Zanzotto e autore di studi sulle tradizioni popolari, è per Cesare Segre uno dei più significativi poeti contemporanei italiani. Munaro, fondatore dell’associazione Il Ponte del Sale, affianca

alla scrittura e all’insegnamento l’attività di editore

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(Vicenza – 30.04.2013)  –  È un incontro suggestivo, un connubio tutto da scoprire quello tra Luciano Cecchinel e Marco Munaro che saranno protagonisti, sabato 4 maggio (ore 18.00) a Palazzo Chiericati a Vicenza, del sesto appuntamento di Dire poesia 2013, il mosaico di incontri con i nomi di spicco della poesia nazionale e internazionale contemporanea promosso dal Comune di Vicenza – Assessorato alla Cultura e Intesa Sanpaolo.

Luciano Cecchinel e Marco Munaro, due poeti, studiosi, artisti in grado di sublimare il veneto e l’italiano attraverso la poesia per renderli realtà viva, aperta a più forme e sensi, capace di scavare nelle pieghe dell’animo umano e creare altri mondi, altre figure e realtà.

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Luciano Cecchinel, trevigiano di Revine Lago, è stato definito dal critico letterario Cesare Segre “grande artista e grande artefice”, autore di opere che stanno “al livello più alto della poesia”. 67 anni, Cecchinel è poeta e studioso delle tradizioni popolari e porta in sé il concetto del “doppio” – uno dei fili conduttori dell’edizione 2013 di Dire poesia -, componendo sia in dialetto trevigiano sia in italiano.  Considerato da Andrea Zanzotto, a cui lo legava una profonda amicizia, il suo erede poetico, capace di opere intrise di “ribelle speranza”, è da sempre persona riservata, sensibile, quasi malinconica: la purezza della sua poesia – basti leggere la raccolta del 2011 Sanjut de stran – coincide con la quotidianità del suo parlare, la raffinatezza del suo pensiero, l’indissolubile legame con la sua terra. Liriche segnate da memoria e dolore, in cui la parola si fa espiazione di un antico malessere. E in cui la natura è invasa e offesa dalla modernità.

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Marco Munaro, rodigino di Castelmassa, è poeta ed editore, fondatore, nel 2003, de “Il Ponte del Sale – Associazione per la Poesia”, che è anche una delle più prestigiose case editrici di settore. Per lui, comporre versi significa mescolare tutti i colori, accoglierli e custodirli in uno scrigno per poi traghettare le cose verso una nuova esistenza di redenzione. Munaro dice della sua arte: “scrivere è stato sempre per me come nuotare nelle acque di un fiume, ogni bracciata – ogni verso – un passo più vicino all’ignoto. (…) Un nuotare simile anche a un camminare con le braccia, e sempre a qualcosa di avventuroso e felice, che mi riportava a casa. Ora mi piacerebbe provare (…) a raggiungere luoghi ignoti e lontani. Forse è quello che ho incominciato a fare con i libri degli altri”.

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Dire poesia 2013 è un progetto del Comune di Vicenza – Assessorato alla Cultura e Intesa Sanpaolo, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati e il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e con L’Officina arte contemporanea di Vicenza, per la cura di Stefano Strazzabosco.

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Luciano Cecchinel è nato a Revine-Lago nel 1947. Già insegnante di materie letterarie, ha pubblicato articoli e studi sulle tradizioni popolari e le raccolte di poesia Al tràgol jért (I.S.Co. 1988 – Scheiwiller, Milano 1999; con postfazione di Andrea Zanzotto), Lungo la traccia (Einaudi, Torino 2005), Perché ancora / Pourquoi encore (Istituto per la Storia della Resistenza di Vittorio Veneto 2005; con traduzione di Martin Rueff e note dello stesso Rueff e di Claude Mouchard), Le voci di Bardiaga (Il Ponte del Sale, Rovigo 2008) e Sanjut de stran (Marsilio, Venezia 2011; con prefazione di Cesare Segre). Nel 2012 presso Marsilio sono usciti a cura di Alessandro Scarsella col titolo La parola scoscesa – Poesia e paesaggi di Luciano Cecchinel gli atti di un convegno sui suoi scritti organizzato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia.

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Marco Munaro è nato a Castelmassa nel 1960 e vive a Rovigo, dove insegna. Nel 2003 ha fondato “Il Ponte del Sale – Associazione per la Poesia”, che è anche una delle più prestigiose e coerenti case editrici del settore. Ha pubblicato le raccolte poetiche: L’urlo (El levante por el poniente Edizioni, Conegliano 1990), Cinque sassi (Edizioni della Cometa, Roma 1993), Il Rosario del Lido, in 5 Poeti del premio “Laura Nobile” Siena 1993 (Scheiwiller, Milano 1995), Il portico sonoro (Biblioteca Cominiana, Cittadella 1998), Vaso blu con narcisi (sculture e disegni di Silvia Carnevale Miino, I Quaderni del circolo degli Artisti, Faenza 2001), Ionio e altri mari (Il Ponte del Sale, 2003), Nel corpo vivo dell’aria (ibidem, 2009). È presente in numerose  antologie italiane e europee e in riviste quali “il verri”, “Atelier”, “ClanDestino”, “La Battana”, “La clessidra”, “Italian Poetry Review”; “Testo a fronte”, “Parnasso”. Sue poesie sono state tradotte in inglese e in finlandese. Ha tradotto Raymond Queneau (in Poeti surrealisti, a cura di P. Di Palmo, Stampa Alternativa, Viterbo 2004). Ha curato tutte le poesie di Bino Rebellato, In nessun posto e da per tutto. Poesie 1929-2004 e 20 disegni dell’Autore (Biblioteca Cominiana, Vigonza 2005) ed una originale galleria di ritratti: Il lampo della bocca e altre figurate parole tra poeti italiani del Novecento (con G. M. Tregiardini, MUP Editore, Parma 2005). Per il Ponte del Sale: La bella scola. La Comedia di Dante letta dai poeti e illustrata (2003-2011, tuttora in corso), Da Rimbaud a Rimbaud (2004) e la traduzione (con G. M. Tregiardini) del Canto d’api. Georgiche Libro quarto di Virgilio (2012). Dal 2007 cura la rassegna Verso il solstizio d’estate. Feste di Poesia, Musica e Arti, che tocca ogni anno varie località del Polesine. Inoltre, la rivista “Atelier” ha appena pubblicato un numero monografico dedicato interamente alla poesia di Munaro.

 

L’ingresso a tutti gli appuntamenti di Dire poesia è libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Per ogni appuntamento, l’artista Giovanni Turria de L’Officina Arte Contemporanea stamperà una plaquette numerata con un inedito dei poeti, da distribuire  gratuitamente al pubblico. 

Nei luoghi delle letture saranno inoltre disponibili i libri degli autori ospiti di Dire poesia.

 

Per informazioni:

Assessorato alla cultura del Comune di Vicenza tel. 0444.222101

Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari tel. 800.578875

Blog > https://direpoesia.wordpress.com/

www.comune.vicenza.itwww.palazzomontanari.com

 

 

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Informazioni per la stampa e accrediti:

Ufficio Stampa > CHARTA BUREAU

Antonio Tosi 349.5384153 – ufficiostampa@charta-bureau.it

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Mentre Il Giornale di Vicenza, Il Corriere del Veneto e altri periodici stanno diffondendo i contenuti di dire poesia 2013, pubblichiamo il calendario degli appuntamenti.

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DIRE POESIA 2013

IL PROGRAMMA

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México VII-VIII.2012 452

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mercoledì 13 marzo, ore 18.00

Carlo Presotto conduce

Poetry slam

Bar Borsa – Loggia inferiore della Basilica Palladiana

in collaborazione con La Piccionaia – I Carrara Teatro Stabile di Innovazione

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mercoledì 20 marzo, ore 18.00

Stefano Guglielmin introduce

Antonella Anedda

Palazzo Leoni Montanari

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lunedì 8 aprile, ore 18.00

Rino Cortiana introduce

Bernard Noël

Palazzo Trissino – Sala degli Stucchi

in collaborazione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari di Venezia

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mercoledì 17 aprile, ore 18.00

Maurizio Casagrande introduce

Pierluigi Cappello

Palazzo Leoni Montanari

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mercoledì 24 aprile, ore 18.00

Vincenza D’Urso introduce

Ko Un

Odeo del Teatro Olimpico

in collaborazione con il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea dell’Università Ca’ Foscari e il King Sejong Institute di Venezia

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sabato 4 maggio, ore 18.00

Luciano Cecchinel

Marco Munaro

Palazzo Chiericati

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sabato 18 maggio, ore 19.00

Elisa Sartor introduce

José María Micó

con Massimo Barbiero (batteria, percussioni), Marcella Carboni (arpa, loop) e Maurizio Brunod (chitarra, loop)

Palazzo Leoni Montanari

in collaborazione con Vicenza Jazz

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venerdì 7 giugno, ore 21.00

Memoria del futuro:

dire poesia a Vicenza (2009-2013)

con Martina Pittarello e Valentina Brusaferro

L’Officina arte contemporanea

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dire poesia 2013

 México VII-VIII.2012 186-001

dire poesia 2013

L’edizione 2013 di dire poesia, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza e sostenuta dalle Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, conclude il ciclo di incontri poetici a Vicenza curato da Stefano Strazzabosco negli ultimi quattro anni, proponendo un percorso più breve ma altrettanto significativo.

Preceduta da un incontro di poetry slam organizzato dalla Piccionaia – I Carrara in collaborazione con dire poesia (13 marzo, Bar Borsa), la serie degli incontri con gli autori inizierà il 20 marzo, in concomitanza con la giornata mondiale della poesia (21 marzo), con la lettura di Antonella Anedda, sicuramente una delle voci più significative e riconosciute della poesia italiana degli ultimi vent’anni (Palazzo Leoni Montanari, ore 18). La rassegna presenterà ancora il poeta friulano Pierluigi Cappello (17 aprile, Palazzo Leoni Montanari), i veneti Luciano Cecchinel e Marco Munaro (4 maggio, Palazzo Chiericati), il francese Bernard Noël (8 aprile, Palazzo Trissino; in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia), il coreano Ko Un (Odeo del Teatro Olimpico, 24 aprile; in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari e il King Sejong Institute di Venezia) e lo spagnolo José María Micó (18 maggio, Palazzo Leoni Montanari; in collaborazione con Vicenza jazz). Il ciclo quinquennale troverà poi la sua naturale conclusione con la pubblicazione di un’antologia degli inediti donati dai poeti a dire poesia e stampati di volta in volta dai torchi di Giovanni Turria in preziosissime plaquette a bassa tiratura, distribuite gratuitamente al pubblico vicentino. Il libro sarà presentato nei locali dell’Officina arte contemporanea venerdì 7 giugno alle 21, suggellando con letture e una festa l’altrettanto festoso banchetto di parole di cui Vicenza ha goduto nei cinque anni della manifestazione. (altro…)

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Pare che questa volta la nube del vulcano Eyjafjallajokull, di nuovo in fase potentemente esplosiva, non impedisca i voli tra Londra e Venezia. Perciò domani, lunedì 10 maggio, il poeta Yang Lian sarà a Palazzo Chiericati (con Marta Nori e le attrici Martina Pittarello e Valentina Brusaferro, alle 18.00).

Yang Lian è una delle bandiere della dissidenza cinese, ma è soprattutto uno dei più grandi poeti al mondo. Per questo, la serata di Dire Poesia di lunedì 10 maggio è di quelle assolutamente imperdibili.
Candidato al Nobel nel 2002, tradotto in 25 lingue, Yang Lian interpreta lo spirito della millenaria cultura cinese attraverso la sua esperienza di esule. Una riflessione sulla condizione generale dell’uomo, ma anche un invito alla speranza per milioni di cinesi che chiedono maggiori libertà.
Ad ospitare questa specialissimo incontro sarà Palazzo Chiericati.
L’ingresso all’incontro con Yang Lian è, come sempre, libero, sino a che la capienza della sala non sarà esaurita. In un’altra sala del palazzo, però, verrà collocato uno schermo grazie al quale sarà comunque possibile seguire la lettura del poeta.

Yang Lian è nato nel 1955 a Berna, in Svizzera (i suoi genitori erano funzionari d’ambasciata in quel Paese), e lo stesso anno è ritornato con la famiglia a Pechino. Dopo un lungo periodo di lavoro in campagna, come succedeva alla maggior parte dei giovani cinesi dell’epoca, ha iniziato a scrivere versi nel 1976, e quello stesso anno ha cominciato a lavorare in una casa editrice di Pechino. A partire dal 1979, i suoi testi iniziano a uscire sulla rivista indipendente «Jintian» [Oggi], portavoce di un gruppo di autori (Bei Dao, Mang Ke, Gu Cheng, etc.) definiti dalle autorità cinesi “menglong”, cioè oscuri, vaghi, imprecisi, perché la loro poesia non obbediva più alle leggi del socialismo reale e del romanticismo rivoluzionario imposte dai funzionari del Partito comunista. In questi anni, Yang Lian scrive vari poemi e libri di prose poetiche.
Nel 1986 fonda il gruppo poetico Xincunzhe [I sopravissuti], che pubblica l’omonima rivista.
Nel 1989, mentre si trova ad Auckland, in Nuova Zelanda, condanna pubblicamente gli avvenimenti di Piazza Tien’anmen e per questo è costretto a un lungo esilio in varie città: Berlino (dove riceve una fellowship come artista residente da parte della DAAD), New York (presso la Fondazione Yaddo), Sydney (dove insegna Lingua e Letteratura cinese all’Università) e, dal 1994, Londra, dove tuttora risiede.
In seguito all’esilio ha pubblicato diversi altri libri di prosa e di poesia.
Le sue opere sono state tradotte in 25 lingue. In Italia, i suoi versi sono stati pubblicati da Einaudi nell’antologia Nuovi poeti cinesi (Torino 1996; a cura di C. Pozzana e A. Russo) e nel 2004 è uscita la raccolta Dove si ferma il mare (Scheiwiller – Playon, Milano; a cura di C. Pozzana).

A introdurre e tradurre Yang Lian, permettendone il dialogo col pubblico, sarà presente Marta Nori, insegnante di Lingua e Civiltà cinese moderna al Liceo “Pigafetta” di Vicenza.
Le traduzioni delle poesie di Yang Lian, invece, saranno lette dalle attrici Valentina Brusaferro e Martina Pittarello, in un’alternanza di voci che saprà rendere ancora più straordinario l’appuntamento a Palazzo Chiericati, l’ultimo di questa ricca e fortunata edizione di Dire poesia a Vicenza.

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Migrare significa cambiare il proprio luogo di residenza per volontà o per forza.
Da bambini impariamo che lo fanno anche gli uccelli: per volontà? per forza?

L’edizione 2010 di Dire poesia finora ha ospitato Titos Patrikios, greco esiliato in Francia per motivi politici; Armando Romero, colombiano emigrato negli Stati Uniti per lavoro; Alessandro Mistrorigo e Ariadne Radi Cor, italiani residenti a Londra per ragioni di studio e di lavoro. Più avanti, Dire poesia darà voce al cinese Yang Lian, costretto all’esilio per aver condannato il massacro di Piazza Tien an men del 1989, ora anch’egli a Londra; e riceverà Antonella Bukovaz, poetessa di confine, italiana appartenente alla minoranza slovena in Friuli. A modo loro, anche Edoardo Sanguineti e Patrizia Valduga sono poeti di confine: tra la prosa e il verso, il personale e il pubblico, il primo; tra l’amore e la morte, la tradizione e l’innovazione, la seconda.

Gli sconfinamenti, infine, riguardano anche i mezzi e i linguaggi ibridati della sezione on/off: parole che non sono solo dette, ma che si mescolano alle immagini, agli oggetti, ai video, alle note musicali registrate (Radi Cor, Bukovaz) o eseguite dal vivo (Scodanibbio).

L’incontro di venerdì 16 aprile (a Palazzo Chiericati, ore 17.30) è il perno del programma di quest’anno, e non a caso è collocato al centro del suo calendario.

“La letteratura della migrazione in italiano – scrive Mia Lecomte – è nata all’inizio degli anni Novanta a opera di quegli scrittori stranieri che, stabilitisi in Italia, hanno iniziato a scegliere la nostra come lingua d’espressione letteraria. Sta assumendo sempre maggiore importanza nella realtà culturale del nostro paese, come in altri di più antica e consolidata immigrazione è già accaduto: gli scrittori migranti sono gli artefici di una radicale trasformazione, in termini tematici e linguistici, del panorama delle letterature nazionali”.

All’incontro di venerdì 16 parteciperanno la sudamericana Candelaria Romero e il bosniaco Božidar Stanišić. Mia Lecomte, oltre a introdurre la cosiddetta “letteratura della migrazione” e a presentare i due poeti, leggerà anche alcune delle sue poesie.

Riportiamo di seguito qualche notizia sui tre ospiti e, in coda, gli inediti che saranno stampati dai torchi a caratteri mobili dell’Officina e messi gratuitamente a disposizione di chi interverrà alla lettura.

Mia Lecomte è nata nel 1966 e attualmente vive a Roma. Poeta, autrice per l’infanzia e di teatro, tra le sue pubblicazioni più recenti si ricordano: le raccolte poetiche Autobiografie non vissute (Manni 2004) e Terra di risulta (La Vita Felice 2009), e i libri per bambini Tiritiritère (Larus 2001), Come un pesce nel diluvio (Sinnos 2008) e L’Altracittà (Sinnos 2010). Membro onorario per l’Italia, con Milo De Angelis e Gabriela Fantato, dell’Associazione francese “Confluences poétiques”, le sue poesie sono state pubblicate all’estero e in Italia in riviste e raccolte antologiche tra cui Italian poets in translation (John Cabot – Un. of Delaware 2008).
È ideatrice e membro della Compagnia Internazionale delle poete, un gruppo teatrale composto da poetesse straniere e italo straniere, che mette in scena spettacoli incentrati sulla contaminazione poetica di lingue/culture e linguaggi artistici diversi.
Svolge attività critica ed editoriale nell’ambito della comparatistica, e in particolare della letteratura della migrazione: è curatrice dell’antologia Ai confini dei verso. Poesia della migrazione in italiano (Le Lettere 2006), e ha tenuto conferenze sull’argomento in Università italiane e straniere, come la State University of New York, e negli Istituti di cultura italiana di New York e São Paulo (settimana della lingua, ottobre 2004).
Traduttrice dal francese, è curatrice tra le altre della raccolta poetica La casa del respiro del poeta cileno francofono Luis Mizon (La Vita Felice 2008).
È redattrice del semestrale di poesia comparata «Semicerchio», del quadrimestrale di poesia internazionale «Pagine» e di alcune riviste letterarie online. Collabora a «Le Monde Diplomatique», inserto mensile del quotidiano «il manifesto».

Candelaria Romero è nata nel 1973 a San Miguel de Tucumán (Argentina). Cresciuta e formatasi in Svezia, dove la sua famiglia, in fuga dalla dittatura, ha ottenuto asilo politico, si è diplomata nel 1991 presso il Ginnasio d’Arte Drammatica di Stoccolma. Dal 1992 risiede e lavora a Bergamo, dove svolge attività teatrale e di scrittura nell’ambito della cosiddetta letteratura della migrazione.
In collaborazione con “Amnesty International” e “Survival Italia”, produce e interpreta gli spettacoli Hijos, monologo teatrale sulla migrazione, Bambole, spettacolo sulla violenza di genere e Pachamama, sulla tutela dell’ambiente e i diritti dei popoli indigeni.
Sue poesie sono incluse nell’antologia Ai confini del verso. Poesia della migrazione in italiano (Le Lettere, Firenze 2006; a cura di M. Lecomte). Per il premio “Popoli in cammino”, edizione 2007, è stata segnalata la sua raccolta inedita S.O.S. Poesie di emergenza e, per lo stesso premio, nel 2008, si è distinta per le poesie di Disegnavo bambini giocando con me. L’immigrazione spiegata agli adolescenti. Ha ricevuto il premio della critica per la poesia Madri di Plaza de Mayo al XII Concorso Internazionale di Poesia “Il Saggio – Città di Eboli” (2008).
È inoltre co-fondatrice della rivista online di letteratura della migrazione «El Ghibli».

Božidar Stanišić è nato a Visoko, in Bosnia, nel 1956. Già professore di Lettere a Maglaj (località a nord di Sarajevo), dal 1992 vive con la sua famiglia a Zugliano, in Friuli. Oltre a offrire il suo contributo letterario, pubblicistico ed educativo a diverse iniziative di pace e non violenza per i diritti civili dei rifugiati e degli stranieri, Stanišić ha sempre collaborato alle iniziative culturali dell’Associazione – Centro di accoglienza “E. Balducci”, con cui ha già pubblicato tre raccolte poetiche: Primavera a Zugliano, Non-poesie e Metamorfosi di finestre. Alla fine del 2008 è stata pubblicata l’antologia bilingue di sue non-poesie Kljuc na dlanu / La chiave sul palmo. Diverse di queste liriche sono state incluse nelle raccolte Quaderno Balcanico. Cittadini della poesia, collana diretta da M. Lecomte (1998); Conflitti – Poesie delle molte guerre, a cura di I. Landolfi (2001) e Ai confini del verso, a cura di M. Lecomte (2006), edita anche negli USA. In prosa, oltre a numerosi contributi letterari e saggistici in riviste e quotidiani, ha pubblicato la raccolta di racconti I buchi neri di Sarajevo (1993), Tre racconti (1998), Bon voyage (2003) e il testo teatrale Il sogno di Orlando (2006). Il cane alato e altri racconti (2007) è la sua opera narrativa più recente. Alcuni dei suoi testi sono stati tradotti in sloveno, inglese, francese, albanese e giapponese. Scrive sia in serbo-croato, sia in italiano.

Inediti

Mia Lecomte
FUNAMBOLI

Quando ritornerete bipedi
dovrete ripensare alle formule
per convergere su tracciati reciproci
appaiati speculari a voi stessi
valutarvi in due ipotesi analoghe

due di tutto,
occhi e mani
con il resto,
se quaggiù quel
che è solo viene meno
vive appena sopra il filo sospeso
ma atterrato barcolla
è già perso in un nuovo equilibrio
si confessa

Candelaria Romero

Chiedo perdono per essere guscio
Chiedo perdono
Chiedo perdono perché ostruisco l’uccello fragile del mio fervore
Chiedo perdono per essere al passo con il tempo
il tempo degli assassini
degli assalti, delle amare amarezze
degli amarcord
Chiedo perdono
e vorrei tornare al volo
al piumaggio sotto le orme del sole
a becchettare la terra in festa.

Božidar Stanišić
frammento da “Primavera a Zugliano”

Le mie orme sulla terra del Friuli.
Chi sono io nel tempo dei nuovi atlanti?
Il cielo tace, le montagne tacciono.
Meriggio.
Il sole allo zenit.
Forse era così anche quel giorno,
il primo giorno che sulla terra si riversò la luce.
Sole, e silenzio. E una lunga attesa.
Campane su Zugliano, come una nuova nascita
sopra le reti di un impudente mondo inferiore.
Din-don, don-don-don, suona, suona
Forte, con trasporto… A chi ancora pare
di udire le parole: Io sono la porta…

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