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Posts Tagged ‘claudio cinti’

Qualche immagine di Armando nel cerchio di piombo.

Gli scatti sono di Luigi Bianco, che ringraziamo.

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Il cerchio che stringeva Armando nella morsa non ha retto all’irruenza del mare: l’acqua vi è entrata schiumando, accompagnata dai colori dell’Egeo. Così il piombo si è sciolto in un bagno di luce, la poesia di Romero ha liquefatto la materia trasformandola in sogno.

Anche le macchine, però, hanno ottenuto qualcosa: sono riuscite a catturare un po’ di versi imprigionandoli nei loro caratteri di piombo. Così la luce è diventata gesto, carta e inchiostro. Nigra lux facta, et impressa est.

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Armando001.

Armando002

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cerchio

Più che un cerchio, un’ellisse. Con due fuochi. Nel primo le poesie in spagnolo, nell’altro le versioni in italiano. Intorno sei pedaline, i torchi tipografici più piccoli, manovrate da altrettante sudentesse del corso “Tecniche e Procedimenti di Stampa” dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. In mezzo al cerchio-ellisse, oltre ad Armando Romero, il pubblico. E la poesia, che da parola si trasforma in traccia d’inchiostro sulla carta. Gesto, movimento, pressione, suono (tra-trac), parola. Quasi un bagliore nero, ma sonoro.

La partitura per sestetto di pedaline e voce è diretta da Giovanni Turria, docente all’Accademia (oltre che a Urbino). Le poesie di Romero sono tratte da Il colore dell’Egeo (Sinopia, Venezia 2014) di cui Claudio Cinti, editore e poeta, può dire qualcosa; ma può anche darsi che si limiti a cucire, col suo refe del colore del mare, i fogli stampati dal sestetto di pedaline tra-traccanti. Fiat nigra lux (et imprimatur).

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P.

ARMANDO ROMERO

“La poesia di Armando Romero” – afferma il grande poeta colombiano Alvaro Mutis – “non ha antecedenti in qualsiasi scuola nota o gruppo. Nella sua poesia non sono mai riuscito a trovare radici, testimonianze che riconducano ad altri, visioni riprese o rielaborate da altri. Nella poesia di Armando Romero c’è un modo di narrare un mondo che è tutto suo, personalissimo e profondo. Nelle sue poesie vivono storie di vita vissuta, c’è desolazione e amore, disordine e gioia, orme di un uomo che cammina tra la gente”.
“È un fatto indiscutibile – scrive Martha L. Canfield nell’introduzione italiana a La radice delle bestie, folgorante raccolta di piccoli racconti di Romero edita da Sinopia – della storia letteraria ispanoamericana che il surrealismo, fra tutte le avanguardie storiche, è quello che ha lasciato un’eredità più vasta e duratura. Ed è attraverso questa linea oscura ma costante dell’immaginario ispanico che emerge la prosa sconvolgente e affascinante di Armando Romero. La lezione del surrealismo lo porta con insolita irriguardosa fermezza all’incontro di quell’animalità profonda che giace dentro di noi, schiacciata o rimossa dai principi della civiltà e della cultura. Il Cane andaluso di Buñuel e il Minotauro di Picasso lo precedono; il Manuale di zoologia fantastica (1957) di Jorge Luis Borges e il Bestiario (1959) del messicano Juan José Arreola lo accolgono festosamente in quella dimensione in cui le forme incontrollabili del sogno sposano la perizia del gioco verbale. Così, sogno e poesia, mito e gioco, realtà e astrazione dal reale producono pezzi di bravura che – una volta superato l’incantesimo iniziale – ci lasciano a meditare a lungo”.

Romero è stato esponente del Gruppo Nadaista, movimento letterario di avanguardia sviluppatosi negli anni Sessanta nel suo Paese, la Colombia. La vita lo ha poi portato a viaggiare e soggiornare anche a lungo in diversi paesi del continente americano, in Europa e in Asia. Da molti anni risiede negli Stati Uniti, dove lavora come docente. Molte le raccolte poetiche pubblicate a iniziare dal 1975 in diversi Paesi del Sud America, alternate a romanzi e racconti. Il romanzo La rueda de Chicago gli ha fatto ottenere il Premio per la miglior opera d’avventura al Latino Book Festival di New York del 2005.
Le sue opere sono tradotte in numerose lingue: inglese, italiano, francese, portoghese, greco, arabo, rumeno, tedesco. In Italia i suoi libri sono editi dalla casa editrice veneziana Sinopia.

Un’altra sintesi del ciclo Un castello, una villa, un’officina si può leggere anche qui (da “Il Giornale di Vicenza” di oggi, 22 maggio 2014) e qui (da “VicenzaPiù”).

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locandina

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Non è dire poesia, anche se il blog è quello.

La rassegna internazionale dire poesia si è conclusa la scorsa primavera, e il nuovo Assessore alla Cultura del Comune di Vicenza non ha riproposto l’iniziativa.

Questo invece è un ciclo di tre incontri poetici, patrocinati dalla Provincia di Vicenza e dal Comune di Montecchio Maggiore, intorno al tema della casa, della soglia, della porta, dell’entrare e dell’uscire da spazi famigliari, dai luoghi natii, da terre d’elezione, di espatrio o di confino. La casa è il luogo degli affetti: un nido, un covo, un rifugio (quando non si trasforma nella scena di un crimine). Ma le case si vivono, si cambiano, si perdono. E un tipo molto particolare di casa è anche la lingua materna, dove a volte si aggira la poesia.

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V

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Il primo incontro, presso l’Officina arte contemporanea di Vicenza, propone una delle grandi voci latino-americane del nostro tempo, quella del poeta e narratore Armando Romero (Colombia, 1948) che vive da anni negli Stati Uniti. Romero sarà coinvolto in una performance durante la quale verrà eseguita una partitura per voce e sestetto di pedaline tipografiche dirette dal Maestro Giovanni Turria. I testi che Romero leggerà sono tratti dalla raccolta appena uscita Il colore dell’Egeo (Sinopia, Venezia 2014). La raccolta è dedicata alla Grecia, terra d’elezione di Romero.

Il secondo incontro, nel salone di Tiepolo di Villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore, presenta una recentissima antologia della poesia dialettale veneta tra Novecento e Duemila: Un altro Veneto. Saranno presenti i curatori Matteo Vercesi e Maurizio Casagrande, oltre ad alcuni tra i poeti antologizzati. Patrizia Laquidara partecipa alla serata con degli intermezzi per voce sola. Il salone di Tiepolo di Villa Cordellina sembra il luogo ideale per far risuonare le tante voci che compongono il canto insieme individuale e corale della poesia veneta di questi ultimi trent’anni circa.

Il terzo incontro, al Castello della Villa o di Romeo di Montecchio Maggiore, prevede la presenza di due poeti che scrivono sia in italiano sia in dialetto e che la vita ha portato a risiedere in luoghi diversi rispetto a quelli di origine. Luciano Caniato è nato nel rodigino ma vive da molti anni a Conegliano; Luigi Bressan è della provincia di Padova ma risiede a Codroipo, in Friuli. Anche per loro, dunque, la casa è soprattutto la lingua in cui scrivono, un luogo affettivo più che materiale. Gli interventi musicali sono affidati al violinista e violista Michele Sguotti.

 

Ecco il programma completo:

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UN CASTELLO, UNA VILLA, UN’OFFICINA

Poesie sulla porta di casa

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un poeta sta sempre / su la porta de casa

Giacomo Noventa

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Venerdì 23 maggio, ore 21.00

Armando nel cerchio di piombo

Armando Romero legge da Il colore dell’Egeo (Sinopia, 2014)

con Stefano Strazzabosco, Claudio Cinti

e il Sestetto di pedaline diretto dal Maestro Giovanni Turria

L’Officina arte contemporanea – Vicenza

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Venerdì 6 giugno, ore 18.00

Un altro Veneto

Antologia di poeti in dialetto tra Novecento e Duemila (Cofine, 2014)

con Matteo Vercesi, Maurizio Casagrande

e Patrizia Laquidara (voce)

Villa Cordellina Lombardi – Montecchio Maggiore

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Venerdì 13 giugno, ore 21.00

Castelli di carta

con Luciano Caniato, Luigi Bressan

e Michele Sguotti (viola, violino)

Castello della Villa o di Romeo* – Montecchio Maggiore

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*in caso di pioggia l’incontro si terrà presso la Chiesa Parrocchiale di Sovizzo Colle.

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Ecco altre immagini di Jesús Urzagasti e Sulma Montero a Vicenza, il mattino dopo la lettura ai Chiostri di Santa Corona.

Anche stavolta le foto sono di Silvio Lacasella e Stefano Strazzabosco.

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Mentre segnaliamo l’intervista di Silvia Ferrari apparsa su “Il Giornale di Vicenza” di ieri e il lancio dell’appuntamento di oggi su RaiNews24, pubblichamo l’inedito di Jesús Urzagasti, in originale e in traduzione italiana.

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L’incontro con Urzagasti, che leggerà la sua poesia oggi, mercoledì 13 giugno, ai Chiostri di Santa Corona di Vicenza (ore 18.00; presentazione e traduzioni di Claudio Cinti e Fernando Marchiori), concluderà dire poesia 2012, passando il testimone al festival letterario Libriamo 2012, di cui è l’evento inaugurale. Dal 13 al 17 giugno, Libriamo ospiterà più di 40 eventi, tra presentazioni e incontri con autori ed editori. L’edizione di quest’anno è dedicata al grande uomo di cultura, editore, narratore, poeta, incisore, scultore vicentino Neri Pozza, di cui ricorre il centenario della nascita.

Prima dell’inedito di Urzagasti, qualche immagine della preparazione dei fogli e della plaquette all’Officina. Il piccolo e bel drappello di cooperanti è capitanato da Daniela Caracciolo (che ringraziamo con i suoi studenti).

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ESCRITO EN EL AIRE

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Has perdido todo

por ganar un mundo

donde cabe el infinito olvido

y también la llave azul del río

donde incluso cabe

eso que has perdido

por ganar un mundo.

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La Paz diciembre 25 de 2011

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SCRITTO NELL’ARIA

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Tutto hai perduto

per guadagnare un mondo

che contiene l’oblio infinito

e la chiave azzurra di un fiume

che contiene perfino

quel che hai perduto

per guadagnare un mondo.

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Traduzione di Claudio Cinti

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Comunicato Stampa

 

Mercoledì 13 giugno, ai Chiostri di Santa Corona,

 l’ultimo appuntamento con la poesia internazionale

per la rassegna promossa dal Comune di Vicenza e da Intesa Sanpaolo

VICENZA: TRA REALTA’ E SUGGESTIONE,

JESÚS URZAGASTI CHIUDE L’EDIZIONE 2012

DI DIRE POESIA  

Introducono Claudio Cinti e Fernando Marchiori.

L’incontro è in collaborazione con Libriamo2012

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(Vicenza – 11.06.2012) – Chiude con uno dei massimi scrittori boliviani viventi, l’edizione 2012 di Dire Poesia: sarà infatti Jesús Urzagasti l’ultimo ospite della rassegna proposta dal Comune di Vicenza e da Intesa Sanpaolo. L’appuntamento, realizzato in collaborazione con Libriamo, è programmato per mercoledì 13 giugno (ore 18) ai Chiostri di Santa Corona a Vicenza. L’incontro sarà introdotto dal poeta, editore e traduttore Claudio Cinti e dallo studioso e scrittore Fernando Marchiori. Claudio Cinti, insieme a Silvia Raccampo (che non potrà essere presente), ha tradotto e curato l’edizione italiana di quasi tutta la poesia dell’autore, confluita nella recentissima antologia L’albero della tribù (Il Ponte del Sale, 2012).

La scrittura di Jesús Urzagasti vive delle suggestioni della letteratura sudamericana: “Urzagasti – spiega il curatore di Dire Poesia, Stefano Strazzabosco – mescola sapientemente l’osservazione precisa della realtà con il lievito della visionarietà più suggestiva; nei suoi libri, che siano in prosa o in versi, si aggira sempre lo spirito delle culture preispaniche, combinato con tecniche letterarie sofisticate e affascinanti. L’effetto è quello di uno spaesamento salutare: non fuori, ma dentro la realtà più profonda e sotterranea dell’essere umano e, specialmente, della storia frantumata dell’America latina”. (altro…)

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Pubblichiamo questa notevole conversazione tra Jesús Urzagasti e Claudio Cinti, per gentile concessione di quest’ultimo.

Il grande poeta e scrittore boliviano concluderà l’edizione 2012 di Dire poesia il 13 giugno, ai Chiostri di Santa Corona (ore 18.00). L’incontro è in collaborazione con il festival letterario Libriamo.

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Jesùs Urzagasti

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Il silenzio dello straniero

Conversazione con Jesús Urzagasti

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CLAUDIO CINTI Mio caro Jesús, vorrei ricordare il grande poeta argentino Edgar Bayley, protagonista del tuo romanzo Dalla finestra al parco. In molte pagine di Bayley ricorre il suo “perché sì” al mondo e alla “allegria della vita”. Ha qualcosa a che vedere con la tua opera letteraria?

JESÚS URZAGASTI Quel “perché sì” ha molte punte e dice molte cose, come succede con tutto ciò che è essenziale. A me basta sapere che l’enigmatico “perché sì” ha origine laddove finisce il ragionamento e inizia la certezza del corpo.

C.C. La tua poesia, come il lettore italiano si renderà conto, ha poco in comune con il mistico e l’irrazionale. D’altra parte, è dominata da cose, persone reali e immagini. (altro…)

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Ecco il programma generale di Dire poesia 2012.

 

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mercoledì 21 marzo, ore 18.00

Andrea Afribo introduce

Umberto Fiori

Palazzo Leoni Montanari

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lunedì 16 aprile, ore 18.00

Giulio Marra introduce

George Elliott Clarke (Canada)

con Bruno Censori e Gionni Di Clemente (chitarre)

Ridotto del Teatro Comunale

in collaborazione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari di Venezia

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venerdì 27 aprile, ore 18.00

Roberto Nassi introduce

Paul Polansky (U.S.A.)

Palazzo Trissino (Sala degli Stucchi)

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domenica 6 maggio, ore 18.00

Marco Fazzini introduce

Natalia Molebatsi (Sudafrica)

con Claudio Fasoli (sax & electronics) e Simone Serafini (contrabbasso)

Fotografie di Pino Ninfa

Palazzo del Monte – ViArt

in collaborazione con Vicenza Jazz

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sabato 12 maggio, ore 18.00

Marco Munaro introduce

Anna Maria Farabbi

con Rossano Emili (sax baritono, clarinetto) e Angelo Lazzeri (chitarra)

Palazzo Leoni Montanari

in collaborazione con Vicenza Jazz

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mercoledì 23 maggio, ore 18.00

Sandra Bagno introduce

Manuel Alegre (Portogallo)

Palazzo Leoni Montanari

in collaborazione con la Cattedra Manuel Alegre dell’Università di Padova

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venerdì 25 maggio, ore 18.00

Piero Del Giudice introduce

Abdulah Sidran (Bosnia-Erzegovina)

Palazzo Leoni Montanari

in collaborazione con il Festival Biblico

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giovedì 7 giugno, ore 21.00

Carlo Presotto conduce

Poetry slam (dieci poeti in gara)

Loggia del Capitaniato

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sabato 9 giugno, ore 18.00

Dire poesia off:

Cristina Alziati

Andrea Longega

L’Officina arte contemporanea

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mercoledì 13 giugno, ore 18.00

Claudio Cinti e Silvia Raccampo introducono

Jesús Urzagasti (Bolivia)

Chiostri di Santa Corona

in collaborazione con Libriamo

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