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Posts Tagged ‘pierluigi cappello’

Da lontano

 

Qualche volta, piano piano, quando la notte

si raccoglie sulle nostre fronti e si riempie di silenzio

e non c’è più posto per la parole

e a poco a poco ci si raddensa una dolcezza intorno

come una perla intorno a un singolo grano di sabbia,

una lettera alla volta pronunciamo un nome amato

per comporre la sua figura; allora la notte diventa cielo

nella nostra bocca, e il nome amato un pane caldo, spezzato.

 

(da Pierluigi Cappello, Azzurro elementare, cit., p. 189).

 

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Mandi, Pierluigi

 

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Sono stato qui, io?

Sono stato qui?

Dentro questo vapore d’anni,

a cercarmi?

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Questi versi di Pierluigi Cappello (da Azzurro elementare, Rizzoli 2013, p. 124) hanno inaugurato la prima lettura della rassegna Osteria n. 8 presso l’Osteria del Cane Barbino di Anna Indri Raselli, a Vicenza.

L’incontro, dedicato a Pierluigi e a Olol Jackson, ha visto Paolo Lanaro e Luciano Caniato leggere e commentare le loro poesie, davanti a un pubblico molto attento che ha riempito ogni angolo.

Felicemente, ieri sera osteria ha rimato con poesia.

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Oggi l’Osteria del Cane Barbino si apre alla poesia di Luciano Caniato e di Paolo Lanaro.

L’Osteria è in via Legione Antonini n. 20 (tel. 338 680 7177).

Le letture iniziano alle 18.00.

L’ingresso è libero fino all’esaurimento dei posti disponibili.

Esauriteli.

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Con dolore, dedichiamo questo incontro agli amici Pierluigi CappelloOlol Jackson.

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Chi ha assistito ieri all’incontro con il poeta coreano Ko Un non lo dimenticherà facilmente: Ko Un ha mostrato, con una vitalità travolgente, come si possa usare la voce per farvi risuonare le stagioni, gli elementi, la stratificazione dei tempi e dei luoghi, passando dai pianissimo appena sussurrati alla veemenza del grido in parole scandite. L’impressione è stata quella di trovarsi al cospetto non di un poeta ma quasi della stessa poesia, in tutta la sua struggente, terrificante maestà, ma anche con l’ironia giocosa che muove le poesie del maestro, specie le brevi più vicine allo zen.

Prima di iniziare a leggere, però, Ko Un ha voluto anche celebrare il nostro 25 aprile e la bellezza di Vicenza. Gli siamo molto grati anche per questo.

Pubblichiamo due gallerie di immagini della visita del poeta e di sua moglie in città. La seconda ci è stata regalata da Silvio Lacasella, che ringraziamo. Nelle foto si riconscono, tra gli altri, la traduttrice e docente di Lingua e Letteratura Coreana presso l’Università di Ca’ Foscari di Venezia Vincenza D’Urso, Marita Dante, Silvia Ferrari, Romina Elia, Maria Grazia Motterle, Mara Seveglievich.

Infine, segnaliamo che sul Giornale di Vicenza di oggi è stata pubblicata l’intervista di Silvia Ferrari a Pierluigi Cappello.

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Comunicato Stampa

 

 

Mercoledì 24 aprile, all’Odeo del Teatro Olimpico, la rassegna promossa da Comune di Vicenza – Assessorato alla Cultura e Intesa Sanpaolo ospita il poliedrico artista sudcoreano,  una delle figure più conosciute e stimate a livello internazionale

DIRE POESIA, A VICENZA IL CANDIDATO

AL NOBEL PER LA LETTERATURA KO UN

Poeta, saggista, narratore, traduttore, pittore, personalità di grande levatura

civile e morale, e fautore della riunificazione delle due Coree, Ko Un verrà introdotto dalla docente e traduttrice Vincenza D’Urso

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ko un2

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(Vicenza – 12.04.2013)  –  Una personalità poliedrica, poeta, scrittore, saggista, autore teatrale, narratore, traduttore, critico letterario e pittore, ma anche uomo di grande valenza storico-politica, legato al movimento per la riunificazione delle due Coree, alla battaglia per la democratizzazione del paese e alla difesa dei diritti umani: il sudcoreano Ko Un sarà l’ospite d’eccezione, mercoledì 24 aprile (ore 18.00) all’Odeo del Teatro Olimpico di Vicenza, del quarto appuntamento di Dire poesia 2013, il mosaico di incontri con i nomi di spicco della poesia nazionale e internazionale contemporanea promosso dal Comune di Vicenza – Assessorato alla Cultura e Intesa Sanpaolo.

Più volte candidato per il suo paese al Premio Nobel per la Letteratura, ex monaco e priore buddista, ex prigioniero politico in più occasioni, l’ottantenne Ko Un è una delle voci più importanti della Corea contemporanea e figura stimata a livello internazionale, come dimostra l’invito, nel 2000, a declamare i suoi versi a New York in occasione del Millennium World Peace Summit of Religious and Spiritual Leaders davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Versi che Ko Un reciterà per il pubblico vicentino mercoledì 24 aprile, scegliendoli da una produzione vastissima. L’artista sudcoreano ha cantato di moltissimi temi, iniziando nei primi anni ‘50 con liriche contrassegnate da una forte manifestazione sensuale di intensità verbale. Molto spesso, le sue poesie sono ispirate dalla visione di scorci di paesaggi, immerse in ricordi fugaci. La sua più straordinaria impresa poetica ad oggi è il Maninbo (Ten Thousand Lives, ovvero Diecimila vite), serie giunta al volume 23, nella quale Ko Un rievoca ogni persona da lui conosciuta o incontrata nel corso delle sue conferenze.

I suoi versi colpiscono immediatamente chi ha il piacere di leggerli o ascoltarli: i significati del vivere – il tempo, l’amore, la nascita, la morte, la natura – diventano il ritmo e al contempo l’eco del fluire esistenziale, il linguaggio diviene la sorgente del significato, che si manifesta prima dell’atto stesso della parola.

L’appuntamento di mercoledì 24 aprile è in collaborazione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari e il King Sejong Institute di Venezia. Ko Un verrà introdotto da Vincenza D’Urso, traduttrice e docente di Lingua e Letteratura coreana a Ca’ Foscari.

Dire poesia 2013 è un progetto del Comune di Vicenza – Assessorato alla Cultura e Intesa Sanpaolo, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati e il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e con L’Officina arte contemporanea di Vicenza, per la cura di Stefano Strazzabosco.

 

L’ingresso a tutti gli appuntamenti di Dire poesia è libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Per ogni appuntamento, l’artista Giovanni Turria de L’Officina Arte Contemporanea stamperà una plaquette numerata con un inedito dei poeti, da distribuire  gratuitamente al pubblico. 

Nei luoghi delle letture saranno inoltre disponibili i libri degli autori ospiti di Dire poesia.

Per informazioni:

Assessorato alla cultura del Comune di Vicenza tel. 0444.222101

Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari tel. 800.578875

Blog > https://direpoesia.wordpress.com/

www.comune.vicenza.itwww.palazzomontanari.com

 

 

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Informazioni per la stampa e accrediti:

Ufficio Stampa > CHARTA BUREAU

Antonio Tosi 349.5384153 – ufficiostampa@charta-bureau.it

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Le parole di Pierluigi Cappello hanno affascinato e commosso il pubblico di dire poesia 2013, lasciando un segno profondo nella storia della rassegna.

Introdotto dall’amico e poeta Maurizio Casagrande, Cappello ha raccontato le suggestioni che lo hanno condotto, adolescente, a leggere e a scrivere poesia, per poi recitare una serie di testi tratti sia da Assetto di volo sia da Mandate a dire all’imperatore, i suoi due libri andati esauriti nel piccolo punto vendita di Palazzo Leoni Montanari.

Pubblichiamo vartie foto della lettura e dei momenti che l’hanno preceduta e seguita. La prima galleria di immagini è di Silvio Lacasella, che ringraziamo.

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Pubblichiamo il testo che Pierluigi Cappello ci ha mandato per la stampa coi torchi a caratteri mobili dell’Officina, e la distribuzione gratuita al pubblico.

La lettura del poeta friulano, introdotto da Maurizio Casagrande, si svolgerà domani, mercoledì 17 aprile, alle 18.00 presso il Salone di Apollo di Palazzo Leoni Montanari, a Vicenza.

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NATIVITÀ

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La neve sarà già alta la mattina,

nessuno di loro guarderà il nero dei rami che taglia

il cielo dell’inverno, il cielo che si specchia nella neve

la neve che si specchia dentro il cielo,

sfileranno dalle cassettiere i pantaloni migliori, la gonna giusta

la giacca che era del padre quando si sono sposati

annoderanno la cravatta con dita imprecise

e sapranno di acqua di rose e naftalina

perché sarà il giorno che accoglie la devozione

e ferma il tempo degli abiti sudici, dei tagli sulle mani;

si troveranno tutti nella chiesa troppo grande

per il paese piccolo e daranno al Natale la forma

delle loro giacche sformate, del loro stare vicini,

del vapore dei loro aliti, lo faranno per loro

e perché è la festa, e per tornare alle case

se non conciliati meno pesanti nel buio del giorno corto,

lo faranno allora, lo faranno oggi, lo faranno domani

lo faranno finché starà fermo il palo drizzato

nel mezzo del ricordare di chi li ricorda e la neve,

nel freddo, sarà già alta la mattina.

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