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Posts Tagged ‘il ponte del sale’

 

Mi chiedi un figlio. Ovvero: come un dono

di carta colmo d’acqua, l’animale

che non posa sui rami e non sprofonda,

lama che divide le spighe

dai gambi, e il portatore sottopelle

di radici che ignora. La creatura

che stancherà i tuoi muscoli

fino a conoscerne ciascuno

e a tramandarti viva, ma staccato

il tuo viso da te come un affresco

mentre tu diventi muro. Mi chiedi

un figlio, dici, perché questo imbuto

che sentiamo d’essere, soffocato

di sabbia bagnata e muto benché

nutrito di tutte le parole

e d’altro ancora, restituisca infine

un granello alla terra, a tutti i libri

almeno una sillaba.

 

da Isacco Turina, I destini minori, Il Ponte del Sale, Rovigo 2017; p. 11.

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Sono stato qui, io?

Sono stato qui?

Dentro questo vapore d’anni,

a cercarmi?

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Questi versi di Pierluigi Cappello (da Azzurro elementare, Rizzoli 2013, p. 124) hanno inaugurato la prima lettura della rassegna Osteria n. 8 presso l’Osteria del Cane Barbino di Anna Indri Raselli, a Vicenza.

L’incontro, dedicato a Pierluigi e a Olol Jackson, ha visto Paolo Lanaro e Luciano Caniato leggere e commentare le loro poesie, davanti a un pubblico molto attento che ha riempito ogni angolo.

Felicemente, ieri sera osteria ha rimato con poesia.

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Ora che tutto annaspa e si restringe

e ogni cosa si riduce solo

a ciò che abbiamo amato, ovunque

sia quel tuo fluire inquieto, menda

 

la memoria e dimmi quanto vale

l’ombra mia che è dentro la tua storia,

se, come la tua, spesso ritorna

dai perduti intrichi dove nulla

 

spare mai, nulla s’incrina. Dimmi

se un’ora sveglia il mio salire, se

il filo che avvolge quel che siamo

 

lega un po’ di quel barbaglio all’oggi,

se ogni tanto una parola antica

picchia col rostro ai vetri del tuo salso.

 

Luciano Caniato, da L’ombra della cosa, Il Ponte del Sale, Rovigo 2017; p. 31.

 

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Osteria n. 8 / 1: Luciano Caniato e Paolo Lanaro

Il primo dei quattro incontri della rassegna di poesia contemporanea “Osteria n. 8” vede protagonisti due maestri di quell’arte della parola e dell’emozione che può essere la poesia: lo scledense (ma vicentino d’adozione) Paolo Lanaro; il polesano, ma cresciuto e vissuto a Conegliano, Luciano Caniato.

Lanaro e Caniato, pressoché coetanei (sono nati rispettivamente nel 1948 e nel 1946), hanno esordito negli stessi anni (1981 e 1980), hanno pubblicato entrambi raccolte di poesia e scritti d’altra natura (Lanaro saggi e prose narrative, Caniato studi storici e letterari) e hanno libri recenti da cui leggere: per Paolo Lanaro, la Rubrica degli inverni (Marcos y Marcos, 2016) che è stata finalista in questo mese al Premio Viareggio, per Luciano Caniato L’ombra della cosa, una raccolta di sonetti amorosi in assenza appena uscita per le edizioni de Il Ponte del Sale di Rovigo.

La doppia lettura, introdotta da Stefano Strazzabosco, viene ospitata dall’Osteria del Cane Barbino di Anna Indri Raselli domenica 1 ottobre alle 18.00.

L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili e con consumazione (piacevolmente: siamo in un’osteria) obbligatoria.

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PAOLO LANARO è nato a Schio nel 1948 e vive a Vicenza. Ha insegnato nelle scuole superiori. Ha pubblicato le raccolte di versi: L’anno del secco (Savelli, 1981); Il lavoro della malinconia (La Locusta, 1989); Luce del pomeriggio e altre poesie (Scheiwiller, 1997); Giorni abitati (Ripostes, 2002); Diario con la lampada accesa (Edizioni del Bradipo, 2005); Poesie dalla scala C (L’Obliquo, Brescia, 2011; finalista al Premio Viareggio 2011, al Premio Diego Valeri 2012 e vincitrice del premio Contini Bonacossi 2012). La sua raccolta più recente è Rubrica degli inverni (Marcos y Marcos, 2017; finalista al Premio Viareggio 2017).
Ha curato l’antologia Forme del mistico (La Locusta, 1988) e nel 2007 ha dato alle stampe In tondo e in corsivo, un´antologia di saggi e interventi critici su scrittori veneti del Novecento. Nel 2014 è uscito un suo romanzo a sfondo autobiografico, Una tazza di polvere, e nel 2015 La città delle parole, una storia della Vicenza letteraria attraverso le vicende dei suoi scrittori più famosi. Con i poeti Fernando Bandini e Giorgio Faggin ha pubblicato Corrispondenze (2013), una raccolta di traduzioni.

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LUCIANO CANIATO è nato a Pontecchio Polesine (Rovigo) nel 1946 e risiede a Conegliano (Treviso), dove ha concluso la propria carriera di docente insegnando in un istituto superiore. Ha esordito in poesia con E maledetto il frutto, Bertani, Verona 1980, cui sono seguiti: Nevi, El Levante por el Poniente, Conegliano 1986, Pensierimi, El Levante por el Poniente, Conegliano 1990, La siora nostra morte corporale, Campanotto, Udine 1992, Di memoria e di pietà, Città di Vittorio Veneto 1998, Cardiodramma, Diastema, Treviso 1999, L’anima sui cop, Diastema, Treviso 2001, Medajun et alia, Marsilio, Venezia 2002, Maliborghi, Il Ponte del Sale, Rovigo 2010, L’ombra della cosa, Il Ponte del Sale, 2017. In campo critico ha pubblicato: La ragione e il disgusto (sulla poesia di Nelo Risi), Antenna Cinema, Conegliano 1989; Terra, lingua, origine in “Filò” di Andrea Zanzotto, El Levante por el Poniente, Conegliano 1991; Il potere l’urlo, l’erta strada, El Levante por el Poniente, Conegliano 1994 (in collaborazione con L. Cecchinel e M. Munaro); L’occhio midriatico. L’interpoesia di Cesare Ruffato da “Parola bambola” a “Diaboleria”, Longo, Ravenna 1995. Ne La bella scola. La Comedia di Dante letta dai poeti e illustrata, ha commentato il canto III dell’inferno (2003) ed è presente in Da Rimbaud a Rimbaud (2004). Ha curato l’Antologia dei grandi scrittori polesani, Biblioteca dell’Immagine, Pordenone 2011 e con Marco Munaro l’edizione critica: Gino Piva, Cante d’Àdese e Po e Bi-Ba-Ri-Bo’ (2016). È incluso nel volume In un gorgo di fedeltà. Dialoghi con venti poeti italiani (2006) a cura di Maurizio Casagrande e autore di numerosi saggi storici. Dirige dal 1977 la rivista Storiadentro.

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No, non è caduta la pioggia durante la splendida lettura di Luigi Bressan e di Luciano Caniato sotto le mura del Castello di Romeo a Montecchio Maggiore. Qualche goccia ogni tanto, qualche raffica di vento, ma gli scrosci hanno aspettato pazientemente che finisse la serata, forse trattenuti dalla bellezza del luogo, dei versi e delle note di Michele Sguotti, il terzo poeta della serata.

Dopo l’ascolto della bella poesia La casavecia di Amneris Zampretti Peretti, letta dal figlio Tom Perry, Bressan e Caniato si sono alternati in modo perfettamente complementare, mentre la viola e il violino di Michele Sguotti creavano un raffinato contrappunto alle parole dei poeti.

Tra il pubblico una presenza molto gradita, quella di Valerio Magrelli.

Ringraziamo la Provincia di Vicenza (soprattutto Francesca Bressan e Iole Serra) e il Comune di Montecchio Maggiore per aver patrocinato e sostenuto con sensibilità e intelligenza i tre incontri della mini-rassegna Un castello, una villa, un’officina. E grazie a tutti gli ospiti (Armando Romero, Maurizio Casagrande, Matteo Vercesi, Patrizia Laquidara, Luciano Caniato, Luciano Cecchinel, Andrea Longega, Marco Munaro, Luigi Bressan, Michele Sguotti, Valerio Magrelli) e agli amici che ci hanno accompagnato.

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Pubblichiamo qualche foto della presentazione di Berenice al Der Ruf di Vicenza; le immagini sono tratte quasi tutte dal blog The soul in the mirror di Teresa Francesca Giffone, che ringraziamo.

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Berenice001

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Arriva sabato 31 maggio, ed è il primo dei due fuori programma che la (buona) sorte ha concesso. Del secondo diremo a suo tempo, sarà ghiotto.

Berenice entrerà a Vicenza da Porta Padova e si fermerà al Der Ruf (in Contrà Porta Padova 89), ospite degli amici dell’Associazione Le Cinigie.

Berenice arriverà accompagnata da Marco Munaro, e non potrebbe essere altrimenti: Munaro la porta sempre con sé, chiusa nella sua gabbia toracica.

A renderle omaggio, tra gli altri, Maurizio Casagrande e Stefano Strazzabosco (cercheranno di liberarla?).

L’arrivo è previsto per le 18.30. L’ingresso è libero.

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L’amore che porto puro

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eri davanti a me ferita

nella selva dei nostri pensieri

ti colava da un fianco e dalla voce una sola

vita di parole e sangue

e il tuo naso i meandri

io impaurito

di ogni abbraccio che disegnavo

con ampi gesti da te intuiti

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non siamo?

Non siamo, ciechi, che nobiltà

fatta sguardo e ardore

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ma trattentuo sai l’annuncio la fine ogni spigolo

osso io so di te

l’amore che porto puro, e il mito?

le dissolvenze senza veli

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nella selva senza veli ferita

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da Marco Munaro, Berenice, Il Ponte del Sale, Rovigo 2014; p. 54.

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locandina

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Mentre segnaliamo l’intervista di Silvia Ferrari apparsa su “Il Giornale di Vicenza” di ieri e il lancio dell’appuntamento di oggi su RaiNews24, pubblichamo l’inedito di Jesús Urzagasti, in originale e in traduzione italiana.

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L’incontro con Urzagasti, che leggerà la sua poesia oggi, mercoledì 13 giugno, ai Chiostri di Santa Corona di Vicenza (ore 18.00; presentazione e traduzioni di Claudio Cinti e Fernando Marchiori), concluderà dire poesia 2012, passando il testimone al festival letterario Libriamo 2012, di cui è l’evento inaugurale. Dal 13 al 17 giugno, Libriamo ospiterà più di 40 eventi, tra presentazioni e incontri con autori ed editori. L’edizione di quest’anno è dedicata al grande uomo di cultura, editore, narratore, poeta, incisore, scultore vicentino Neri Pozza, di cui ricorre il centenario della nascita.

Prima dell’inedito di Urzagasti, qualche immagine della preparazione dei fogli e della plaquette all’Officina. Il piccolo e bel drappello di cooperanti è capitanato da Daniela Caracciolo (che ringraziamo con i suoi studenti).

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ESCRITO EN EL AIRE

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Has perdido todo

por ganar un mundo

donde cabe el infinito olvido

y también la llave azul del río

donde incluso cabe

eso que has perdido

por ganar un mundo.

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La Paz diciembre 25 de 2011

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SCRITTO NELL’ARIA

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Tutto hai perduto

per guadagnare un mondo

che contiene l’oblio infinito

e la chiave azzurra di un fiume

che contiene perfino

quel che hai perduto

per guadagnare un mondo.

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Traduzione di Claudio Cinti

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Comunicato Stampa

 

Mercoledì 13 giugno, ai Chiostri di Santa Corona,

 l’ultimo appuntamento con la poesia internazionale

per la rassegna promossa dal Comune di Vicenza e da Intesa Sanpaolo

VICENZA: TRA REALTA’ E SUGGESTIONE,

JESÚS URZAGASTI CHIUDE L’EDIZIONE 2012

DI DIRE POESIA  

Introducono Claudio Cinti e Fernando Marchiori.

L’incontro è in collaborazione con Libriamo2012

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(Vicenza – 11.06.2012) – Chiude con uno dei massimi scrittori boliviani viventi, l’edizione 2012 di Dire Poesia: sarà infatti Jesús Urzagasti l’ultimo ospite della rassegna proposta dal Comune di Vicenza e da Intesa Sanpaolo. L’appuntamento, realizzato in collaborazione con Libriamo, è programmato per mercoledì 13 giugno (ore 18) ai Chiostri di Santa Corona a Vicenza. L’incontro sarà introdotto dal poeta, editore e traduttore Claudio Cinti e dallo studioso e scrittore Fernando Marchiori. Claudio Cinti, insieme a Silvia Raccampo (che non potrà essere presente), ha tradotto e curato l’edizione italiana di quasi tutta la poesia dell’autore, confluita nella recentissima antologia L’albero della tribù (Il Ponte del Sale, 2012).

La scrittura di Jesús Urzagasti vive delle suggestioni della letteratura sudamericana: “Urzagasti – spiega il curatore di Dire Poesia, Stefano Strazzabosco – mescola sapientemente l’osservazione precisa della realtà con il lievito della visionarietà più suggestiva; nei suoi libri, che siano in prosa o in versi, si aggira sempre lo spirito delle culture preispaniche, combinato con tecniche letterarie sofisticate e affascinanti. L’effetto è quello di uno spaesamento salutare: non fuori, ma dentro la realtà più profonda e sotterranea dell’essere umano e, specialmente, della storia frantumata dell’America latina”. (altro…)

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