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Campo Pajoso (Bolivia), 15 ottobre 1941 – La Paz, 27 aprile 2013

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ur

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Ciao, Maestro!

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Mentre segnaliamo l’intervista di Silvia Ferrari apparsa su “Il Giornale di Vicenza” di ieri e il lancio dell’appuntamento di oggi su RaiNews24, pubblichamo l’inedito di Jesús Urzagasti, in originale e in traduzione italiana.

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L’incontro con Urzagasti, che leggerà la sua poesia oggi, mercoledì 13 giugno, ai Chiostri di Santa Corona di Vicenza (ore 18.00; presentazione e traduzioni di Claudio Cinti e Fernando Marchiori), concluderà dire poesia 2012, passando il testimone al festival letterario Libriamo 2012, di cui è l’evento inaugurale. Dal 13 al 17 giugno, Libriamo ospiterà più di 40 eventi, tra presentazioni e incontri con autori ed editori. L’edizione di quest’anno è dedicata al grande uomo di cultura, editore, narratore, poeta, incisore, scultore vicentino Neri Pozza, di cui ricorre il centenario della nascita.

Prima dell’inedito di Urzagasti, qualche immagine della preparazione dei fogli e della plaquette all’Officina. Il piccolo e bel drappello di cooperanti è capitanato da Daniela Caracciolo (che ringraziamo con i suoi studenti).

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ESCRITO EN EL AIRE

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Has perdido todo

por ganar un mundo

donde cabe el infinito olvido

y también la llave azul del río

donde incluso cabe

eso que has perdido

por ganar un mundo.

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La Paz diciembre 25 de 2011

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SCRITTO NELL’ARIA

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Tutto hai perduto

per guadagnare un mondo

che contiene l’oblio infinito

e la chiave azzurra di un fiume

che contiene perfino

quel che hai perduto

per guadagnare un mondo.

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Traduzione di Claudio Cinti

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Comunicato Stampa

 

Mercoledì 13 giugno, ai Chiostri di Santa Corona,

 l’ultimo appuntamento con la poesia internazionale

per la rassegna promossa dal Comune di Vicenza e da Intesa Sanpaolo

VICENZA: TRA REALTA’ E SUGGESTIONE,

JESÚS URZAGASTI CHIUDE L’EDIZIONE 2012

DI DIRE POESIA  

Introducono Claudio Cinti e Fernando Marchiori.

L’incontro è in collaborazione con Libriamo2012

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(Vicenza – 11.06.2012) – Chiude con uno dei massimi scrittori boliviani viventi, l’edizione 2012 di Dire Poesia: sarà infatti Jesús Urzagasti l’ultimo ospite della rassegna proposta dal Comune di Vicenza e da Intesa Sanpaolo. L’appuntamento, realizzato in collaborazione con Libriamo, è programmato per mercoledì 13 giugno (ore 18) ai Chiostri di Santa Corona a Vicenza. L’incontro sarà introdotto dal poeta, editore e traduttore Claudio Cinti e dallo studioso e scrittore Fernando Marchiori. Claudio Cinti, insieme a Silvia Raccampo (che non potrà essere presente), ha tradotto e curato l’edizione italiana di quasi tutta la poesia dell’autore, confluita nella recentissima antologia L’albero della tribù (Il Ponte del Sale, 2012).

La scrittura di Jesús Urzagasti vive delle suggestioni della letteratura sudamericana: “Urzagasti – spiega il curatore di Dire Poesia, Stefano Strazzabosco – mescola sapientemente l’osservazione precisa della realtà con il lievito della visionarietà più suggestiva; nei suoi libri, che siano in prosa o in versi, si aggira sempre lo spirito delle culture preispaniche, combinato con tecniche letterarie sofisticate e affascinanti. L’effetto è quello di uno spaesamento salutare: non fuori, ma dentro la realtà più profonda e sotterranea dell’essere umano e, specialmente, della storia frantumata dell’America latina”. (altro…)

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Pubblichiamo questa notevole conversazione tra Jesús Urzagasti e Claudio Cinti, per gentile concessione di quest’ultimo.

Il grande poeta e scrittore boliviano concluderà l’edizione 2012 di Dire poesia il 13 giugno, ai Chiostri di Santa Corona (ore 18.00). L’incontro è in collaborazione con il festival letterario Libriamo.

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Jesùs Urzagasti

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Il silenzio dello straniero

Conversazione con Jesús Urzagasti

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CLAUDIO CINTI Mio caro Jesús, vorrei ricordare il grande poeta argentino Edgar Bayley, protagonista del tuo romanzo Dalla finestra al parco. In molte pagine di Bayley ricorre il suo “perché sì” al mondo e alla “allegria della vita”. Ha qualcosa a che vedere con la tua opera letteraria?

JESÚS URZAGASTI Quel “perché sì” ha molte punte e dice molte cose, come succede con tutto ciò che è essenziale. A me basta sapere che l’enigmatico “perché sì” ha origine laddove finisce il ragionamento e inizia la certezza del corpo.

C.C. La tua poesia, come il lettore italiano si renderà conto, ha poco in comune con il mistico e l’irrazionale. D’altra parte, è dominata da cose, persone reali e immagini. (altro…)

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