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Logolesi

È stato un privilegio partecipare alla lettura “carbonara” di sabato sera all’Officina, con un Valerio Magrelli in forma smagliante e con l’omaggio all’editore e stampatore Alessandro Zanella (il sestetto di pedaline è rimasto muto in suo onore).

Valerio Magrelli ha letto e commentato molte poesie da Il sangue amaro (Einaudi, 2014), fornendo ai presenti uno spaccato di questo libro intelligente e ironico (festeggiato poco dopo con un sangue Amarone della Val Pantena).

Tra l’altro, Magrelli ha detto che per lui il poeta è chi sente sulla propria pelle la ferita del linguaggio: un logoleso, dunque, non certo qualcuno dotato di capacità superiori a quelle altrui. Il poeta è l’ignarus, colui che non sa. Forse si scrive proprio per capire, per sapere; ma, appunto, chissà.

Pubblichiamo qualche foto di documentazione; la seconda serie ci è stata regalata da Mara Seveglievich, che ringraziamo.

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La bufera e altro

No, non è caduta la pioggia durante la splendida lettura di Luigi Bressan e di Luciano Caniato sotto le mura del Castello di Romeo a Montecchio Maggiore. Qualche goccia ogni tanto, qualche raffica di vento, ma gli scrosci hanno aspettato pazientemente che finisse la serata, forse trattenuti dalla bellezza del luogo, dei versi e delle note di Michele Sguotti, il terzo poeta della serata.

Dopo l’ascolto della bella poesia La casavecia di Amneris Zampretti Peretti, letta dal figlio Tom Perry, Bressan e Caniato si sono alternati in modo perfettamente complementare, mentre la viola e il violino di Michele Sguotti creavano un raffinato contrappunto alle parole dei poeti.

Tra il pubblico una presenza molto gradita, quella di Valerio Magrelli.

Ringraziamo la Provincia di Vicenza (soprattutto Francesca Bressan e Iole Serra) e il Comune di Montecchio Maggiore per aver patrocinato e sostenuto con sensibilità e intelligenza i tre incontri della mini-rassegna Un castello, una villa, un’officina. E grazie a tutti gli ospiti (Armando Romero, Maurizio Casagrande, Matteo Vercesi, Patrizia Laquidara, Luciano Caniato, Luciano Cecchinel, Andrea Longega, Marco Munaro, Luigi Bressan, Michele Sguotti, Valerio Magrelli) e agli amici che ci hanno accompagnato.

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Questo è il secondo dei due fuori-programma annunciati.

Oggi, sabato 13 giugno alle 21, presso l’Officina di Vicenza (contra’ Carpagnon, 17), Valerio Magrelli leggerà dal suo ultimo libro di poesia, Il sangue amaro (Einaudi, Torino 2014), accompagnato dal sestetto di pedaline diretto da Giovanni Turria.

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Valerio Magrelli

Valerio Magrelli

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Nel corso della serata verrà anche ricordata la figura del tipografo ed editore veronese Alessandro Zanella (1955-2012). Saranno lo stesso Valerio Magrelli e Giuseppe Carollo a raccontare chi era e cosa ha fatto Alessandro, mentre per l’occasione la vedova e la figlia di Zanella porteranno a Vicenza la sua ultima opera, m2, ideata dallo stampatore ma realizzata postuma, in 80 esemplari. L’opera si compone di una xilografia di un metro quadrato di Marina Bindella, intelata e ripiegata come le carte geografiche dell’Ottocento, e contiene la poesia di Magrelli “Il Monte Buono”, ripresa poi ne Il sangue amaro col titolo: “Natale a Strasburgo, città natale di Gutenberg”.

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Alessandro Zanella

Alessandro Zanella

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L’ingresso è libero, fino all’esaurimento dei posti disponibili.

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Valerio Magrelli è nato a Roma nel 1957. Traduttore e saggista, è ordinario di Letteratura francese all’Università di Cassino. Ha pubblicato Ora serrata retinae (Feltrinelli, 1980), Nature e venature (Mondadori, 1987), Esercizi di tipologia (Mondadori, 1992). Le tre raccolte, arricchite da versi successivi, sono poi confluite nel volume Poesie (1980-1992) e altre poesie (Einaudi 1996). Sempre per Einaudi sono usciti Didascalie per la lettura di un giornale (1999), Disturbi del sistema binario (2006) e Il sangue amaro (2014). Fra i suoi lavori critici, Profilo del dada (Lucarini 1990, Laterza 2006), La casa del pensiero. Introduzione all’opera di Joseph Joubert (Pacini 1995, 2006), Vedersi vedersi. Modelli e circuiti visivi nell’opera di Paul Valéry (Einaudi 2002, L’Harmattan 2005) e Nero sonetto solubile. Dieci autori riscrivono una poesia di Baudelaire (Laterza 2010). Ha diretto per Einaudi la serie trilingue della collana «Scrittori tradotti da scrittori». Tra i suoi lavori in prosa: Nel condominio di carne (Einaudi 2003), La vicevita. Treni e viaggi in treno (Laterza 2009), Addio al calcio (Einaudi 2010), Il Sessantotto realizzato da Mediaset (Einaudi 2011), Geologia di un padre (Einaudi 2013). È fra gli autori di Scena padre (Einaudi 2013). Nel 2002 l’Accademia Nazionale dei Lincei gli ha attribuito il Premio Feltrinelli per la poesia italiana. Collabora alle pagine culturali di «Repubblica».

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Marina Bindella nasce a Perugia. Dopo la maturità classica, si laurea in Lettere (Storia dell’Arte) all’Università la Sapienza di Roma. Nel 1980 realizza la prima mostra personale. Nel 1986 si diploma in Incisione presso la Scuola delle Arti Ornamentali di S. Giacomo. Nel 1987, lavorando sulla tesi per la specializzazione universitaria, conosce Alina Kalczynska e Vanni Scheiwiller e studia l’incisione polacca, su cui scriverà in varie occasioni: comincia così una serie di pubblicazioni sui temi della grafica. Nella prima metà degli anni ’90 frequenta artisti significativi dell’area dell’astrazione, fra cui Guido Strazza, Carlo Lorenzetti, Enrico Della Torre, Giulia Napoleone, con i quali stabilisce rapporti di collaborazione, mentre il suo lavoro si concentra sulla xilografia. Partecipa alle più importanti rassegne internazionali di grafica, ottenendo vari premi e riconoscimenti.
Nel 1993 pubblica Il Poema della Montagna di Marina Cvetaeva con Il Buon Tempo di Milano, primo atto di una proficua e lunga collaborazione con Lucio Passerini. Del 1997 è la prima di una serie di mostre e delle due edizioni Schnitte e Ombre Rose Ombre di Ingeborg Bachmann, presso la galleria tedesca Monika Hoffmann, di Paderborn. Alla Sommer Akademie della stessa città tiene tre corsi di xilografia. Nel 1998 lo Städtisches Kunstmuseum Spendhaus di Reutlingen, il Rheinisches Landesmuseum di Bonn e la Sächsische Landesbibliothek di Dresda acquistano diverse xilografie; l’anno seguente la BNL di Roma acquista la matrice e la tiratura di un’incisione. Nel 1999 tiene una mostra di xilografie alla Biblioteca Sormani di Milano, con presentazione di Giovanni Accame e riceve il premio della giuria al XIV Premio Internazionale Biella per l’Incisione. Nel 2000 le viene assegnato il Premio della Triennale, alla III International Print Triennial del Cairo. Nasce da una prolungata collaborazione, anche editoriale, con Sergio Pandolfini la mostra di acquerelli, disegni a china e grafiche Marina Bindella, Partitura Inquieta, presso la galleria Il Bulino nel 2004, con presentazioni in catalogo di Guido Strazza e Giuseppe Appella. Per quest’occasione realizza le tecniche miste che accompagnano le poesie di Elio Pecora nel libro d’arte Per Isole e per Golfi. La collaborazione con le più importanti private presses italiane rappresenta un aspetto importante del suo lavoro nel corso degli anni: ricordiamo in particolare: Alta Marea, con una china per una poesia di Biancamaria Frabotta, EOS edizioni, Roma 2001; Terre Nere, con incisioni di Marina Bindella, Carlo Lorenzetti, Giulia Napoleone e Lucio Passerini per le poesie di Lea Canducci, L’Oleandro, Roma, 2001; Le foglie del decoro, con 2 xilografie per 6 poesie inedite di Jolanda Insana, I quaderni di Orfeo, Milano, 2007 e Per Isole e per Golfi III, una cartella realizzata con la galleria Il Salice di Locarno, presso la quale nel 2008 tiene una mostra. Nel 2006 Tiziana D’Acchille cura la doppia personale Strazza/Bindella-incisioni, alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Ciampino (RM), con presentazioni di Rosalba Zuccaro e Claudio Zambianchi.
Nel 2007 il Gabinetto delle Stampe antiche e moderne di Alessandria acquisisce 15 xilografie, nel 2009 l’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma una donazione di 16 opere fra xilografie, chine e acquarelli e nel 2011 il Museo della Slesia di Katowice 2 xilografie. Nel 2009 pubblica con le edizioni Ampersand di Alessandro Zanella il volume Poesie Verticali, con 21 incisioni xilografiche per 14 poesie di Maria Luisa Spaziani. Nello stesso anno cura la mostra e il catalogo dell’intera produzione dell’editore-tipografo alla Biblioteca Vallicelliana di Roma. Nel 2010, nella stessa sede, cura la mostra delle edizioni Il Buon Tempo ed espone i nuovi lavori, olio e graffito su tavola, nella mostra Luce d’altura, alla galleria Ricerca d’Arte di Roma, con presentazioni in catalogo di Jolanda Nigro Covre e di Ilaria Schiaffini. Fra il 2012 e il 2013 realizza il libro La Stella lei lo sa, con una poesia di Patrizia Cavalli e m2, con una poesia di Valerio Magrelli, dedicato alla memoria di Alessandro Zanella. Nel 2013 viene inaugurata una sua installazione realizzata per la Sala Ristorazione del Policlinico di Tor Vergata, presentata in catalogo da Arianna Mercanti. Nello stesso anno tiene la mostra Corpi Celesti alla galleria Porta Latina, per la cura di Tiziana D’Acchille. Attualmente insegna Storia della Grafica nelle Accademie di Belle Arti e tiene corsi di perfezionamento in xilografia in Italia e all’estero. Vive e lavora a Roma.

ci ripariamo nella chiesa di Sovizzo Colle…

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Intanto il Giornale di Vicenza di oggi ha pubblicato un breve articolo sull’incontro: si legge qui.

Castelli di carta

Dopo gli appuntamenti Armando nel cerchio di piombo all’Officina di Vicenza e Un altro Veneto a Villa Cordellina Lombardi, venerdì 13 giugno alle 21 il Castello di Romeo o della Villa di Montecchio Maggiore ospiterà il terzo e ultimo incontro di poesia della rassegna “Un castello, una villa, un’officina”, patrocinata dalla Provincia di Vicenza e dal Comune di Montecchio Maggiore per la cura di Stefano Strazzabosco.

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Castello della Villa

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Al Castello di Romeo saranno presenti i poeti Luigi Bressan e Luciano Caniato, che leggeranno loro testi sul tema della casa. La casa è la terra d’origine, il nido famigliare, lo spazio degli affetti; ma una casa può essere anche la lingua materna, in questo caso il dialetto in cui si scrive. Entrambi i poeti, infatti, sono nativi di zone diverse rispetto a quelle di residenza: Bressan è della provincia di Padova ma vive a Codroipo (UD), Luciano Caniato è nato nel rodigino ma risiede a Conegliano. Per loro, dunque, la casa è anche memoria di terre, persone e parlate rimaste indietro negli anni, che possono rivivere grazie alla poesia.

Ospite d’eccezione della serata sarà il violinista e violista Michele Sguotti, cui sono affidati gli interventi musicali.

Per l’occasione, al termine della lettura sarà possibile visitare gratuitamente le parti restaurate del castello.

In caso di pioggia, invece, l’incontro si terrà nella chiesa parrocchiale di Sovizzo Colle.

L’ingresso è libero.

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LUIGI BRESSAN è nato ad Agna (Pd) nel 1941 e vive a Codroipo (Ud), dove ha insegnato Materie letterarie e LatinoBressan nel Liceo scientifico. Ha pubblicato alcune opere di poesia nel dialetto del suo paese d’origine: El canto del tilio (Campanotto, 1986 – Premio S.Vito al Tagliamento); El zharvelo e le mosche (Boetti & C., 1990; pref. di Giovanni Tesio); Che‘fa la vita fadiga (Edizioni del Leone, 1992); Maraeja (Grafiche Campioli, 1992); Data (Biblioteca Cominiana, 1994; pref. Di Luciana Borsetto); Vose par S. (Collana “La barca di Babele”, 2000; pref. di Franco Loi – Premio Lanciano). In italiano è autore della raccolta Quando sarà stato l’addio? (Il Ponte del Sale, 2007).
E’ presente in varie antologie, tra cui Nuovi Poeti Italiani, a cura di Franco Loi, Einaudi, Torino, 2004. Ha fatto parte della redazione della rivista di letterature dialettali “Diverse Lingue” e ha diretto la collana di poesia “La Barca di Babele” per il Circolo culturale di Meduno, in Friuli.

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LUCIANO CANIATO è nato a Pontecchio Polesine (Rovigo) nel 1946 e vive a Conegliano. Ha insegnato Materie luciano_caniatoLetterarie nella scuola pubblica e ha collaborato a molti periodici scrivendo perlopiù di storia e di letteratura. Tra le sue raccolte poetiche, ricordiamo E maledetto il frutto (Bertani, 1980); La siora nostra morte corporale (Campanotto, 1992; Premio San Vito al Tagliamento); 1998. Ictus; Via ‘zo, (poemetti in dialetto; in In forma di parole, a cura di Gianni Scalia, 1998); Medaiún et alia(Marsilio, 2002); Maliborghi (Il Ponte del Sale, 2010). Presente in numerose antologie, Caniato è anche autore di testi teatrali, soprattutto per le scuole,e curatore di mostre documentarie e fotografiche.

La foto

Luciano Caniato ci ha concesso di diffondere questo suo sonetto mordace indirizzato a Maurizio Casagrande, a proposito della foto che ripubblichiamo più sotto. La foto, di Nicola D’Angelo, è stata scattata al termine della presentazione dell’antologia Un altro Veneto. Poeti in dialetto fra Novecento e Duemila nel salone di Tiepolo della Villa Cordellina Lombardi di Montecchio Maggiore, il 6 giugno 2014.

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La foto ch’emo fato ‘sti tri-quatro
vignù a ’scoltarse lèzare puisia
(Tiepolo inperante el salunzin), tra
vinti ani “Varda”, i dirà, “sto chì l’è

lu, purin,  za fato tera da bocai;
’st’altro la l’à lassà co l’à capìo
che ai versi ghe fa schifo el scheo.
E questo co’sto libro in man chi elo?”.

Eco parché, davanti a un clic,
mejo siria voltarse par de là,
saverla za la storia ch’a ne speta.

Cossa che la vita fa, Maurizio:
zerchemo gloria che inparfuma, ma
intanto el tenpo ne mòrsega int’el culo.

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Marco Munaro, Luciano Caniato, Maurizio Casagrande, Matteo Vercesi, Luciano Cecchinel, Patrizia Laquidara, Giovanni Turria, Andrea Longega, Stefano Strazzabosco

Marco Munaro, Luciano Caniato, Maurizio Casagrande, Matteo Vercesi, Luciano Cecchinel, Patrizia Laquidara, Giovanni Turria, Andrea Longega, Stefano Strazzabosco

Pubblichiamo qualche foto della presentazione di Berenice al Der Ruf di Vicenza; le immagini sono tratte quasi tutte dal blog The soul in the mirror di Teresa Francesca Giffone, che ringraziamo.

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