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La rassegna di poesia contemporanea Osteria n. 8, curata da Stefano Strazzabosco e ospitata da Anna Indri Raselli presso l’Osteria del Cane Barbino di Vicenza (via Legione Antonini, 20), prosegue domenica 12 Novembre alle 18.00 con la lettura di Myra Jara e Isacco Turina.

Myra Jara scrive in spagnolo, la sua lingua madre. La sua poesia è immediata, quasi preletteraria: parte dell’esperienza diretta per mettere il lettore davanti a sensazioni non filtrate, ma rese sulla pagina con uno sguardo ingenuo, di origine infantile. Questo sguardo zero, peraltro non privo di visionarietà, si posa però su persone, fatti, situazioni che appartengono all’esperienza degli adulti: in primo luogo sul sesso, ma anche sulla variopinta umanità che affolla i treni, le stazioni, gli alberghi, i bar, i luoghi dello scambio sociale e commerciale. Nelle sue poesie convergono poi anche le esperienze legate ai rapporti famigliari, alle persone care – fra tutti, il compagno Carlo Bordini, poeta romano che da anni è anche il suo traduttore -, oppure al suo Perù natale, dove di quando in quando ritorna.

Isacco Turina, nato negli anni ’70, è un poeta attento alle minime sfumature della parola e del verso, erede di una tradizione di poesia “alta” e consapevole, acuto lettore del presente con l’occhio di chi conosce anche il passato e ne rivela le tracce che affiorano ovunque. La sua poesia riesce a stare in equilibrio sul sottilissimo filo che collega ciò che è possibile dire all’indicibile, utilizzando anche le risorse metriche e il patrimonio della tradizione letteraria in modo sapiente ed efficace, quasi fossero aste a bilanciarne il cammino sul vuoto.

Entrambi i poeti, fino a oggi, hanno pubblicato solamente un libro.

Presso il Cane Barbino i due autori leggeranno una selezione delle loro poesie a partire dalle ore 18.00.

L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

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Myra Jara è nata a Lima, Perù, nel 1987. Ha studiato a Lima, in Germania e in Italia. Vive a Roma. Come poetessa è stata invitata a vari festival e letture sia in Italia sia all’estero: per esempio al prestigioso Incontro di Medellín, in Colombia (2015). Myra pratica una poesia lontana da scuole, letterature e correnti, ma molto vicina all’esperienza diretta vissuta e narrata senza ipocrisie, con una freschezza che tocca di volta in volta temi famigliari, erotici o sociali, sempre con un taglio molto personale. Dopo aver pubblicato su riviste cartacee e digitali, ha esordito in volume nel 2015 con la raccolta La destrucción es blanca. Oltre che alla poesia, si è dedicata anche alla danza.

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Isacco Turina (Villafranca di Verona, 1976) è ricercatore in Sociologia presso l’Università di Bologna. Ha pubblicato i saggi I nuovi eremiti (2007) e Chiesa e biopolitica (2013). La sua prima silloge, I destini minori, uscita quest’anno per le edizioni del Ponte del Sale, sta suscitando molto interesse sia tra i critici sia tra i lettori, ed è stata annoverata tra i migliori libri di poesia dell’anno in corso.

 

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Tra Padova e Pola

Un bellissimo viaggio: dalla Bassa padovana al mare blu di Pola, dall’ocra intenso di Cartura all’elegante rosso istriano. E viceversa in splendidi, nitidi versi.

Grazie a chi ha sfidato la pioggia per ascoltare Maurizio Casagrande e Mauro Sambi; grazie all’ostessa Anna che ci ha accolti con amore; grazie ai poeti, che ci scaldano il cuore.

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22-10

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Oggi, domenica 22 Ottobre, ore 18.00, Osteria del Cane Barbino

(via Legione Antonini, 20 – 36100 Vicenza):

 

Maurizio Casagrande e Mauro Sambi

 

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Informazioni e prenotazioni al n. 338.6807177 (Anna Indri Raselli).

D’altra parte

Mauro Sambi

D’altra parte

 

per I.

 

A lungo, forse troppo a lungo sono

stato chiuso in una lingua tra due

mondi, costringendone un’altra a un suono

soffocato, sconoscendo le sue

 

sante ragioni, forse perché un cuore

solo è uno spazio troppo esiguo per

perimetrare l’enorme interiore

duplicità che ne viene – e saper

 

restare in equilibrio, nonostante

tutto… Ora, sul tardi, rassegnato

ormai al naufragio di quella variante

gemina di me, la morte ha trovato

 

la chiave della mia metà assopita

nel nulla risvegliandone la vita.

 

 

(da Una scoperta del pensiero e altre fedeltà, Ronzani Editore, Vicenza, 2017)

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Vurìa

Maurizio Casagrande

Vurìa

 

Vurìa anca mi

xoeare alto lisiero

so ‘a ponta de ‘na puisìa de pinsiero

nte on tenpo pì beo

de coeo ca gavemo

aea facia de tute

chee robe ca jen su

on peo drite e on peo storte

in facia anca dea morte

ca ne ciava i afeti

pi cari

cofà el formigaro ca ruspa

parsora on gnaro

de tèrmiti

 

vurìa on canto

pì fin cofà coeo

de Jijo Capèo

ca xe partìo sol pì beo

pa’ nissiogo

 

Vorrei anch’io librarmi in alto leggero / sulle ali di una poesia di pensiero / in orizzonti più larghi / delle strettezze in cui siamo / alla faccia di tutte / quelle cose che ci riescono / un po’ dritte e un po’ storte / alla faccia anche della morte / che ci sottrae gli affetti / più cari / come il formichiere che raspa / sopra un termitaio // vorrei un canto / più raffinato quanto quello / di Pierluigi Cappello / che è partito sul più bello / diretto in nessun luogo

 

11 10 2017

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Osteria n. 8/2: Maurizio Casagrande e Mauro Sambi

 

Dopo il successo del primo appuntamento con Luciano Caniato e Paolo Lanaro, la rassegna di poesia contemporanea Osteria n. 8, curata da Stefano Strazzabosco e ospitata da Anna Indri Raselli presso l’Osteria del Cane Barbino, prosegue domenica 22 Ottobre con la lettura di Maurizio Casagrande e Mauro Sambi.

Maurizio Casagrande scrive nel dialetto del luogo in cui vive, nella bassa padovana: una lingua che ben si adatta a esprimere pensieri, sentimenti, considerazioni che cercano di sfuggire alla retorica e alla falsità di certa poesia in italiano, e che vogliono trasmettere il loro messaggio in modo autentico e immediato, anche se tutt’altro che ingenuo.

Mauro Sambi, originario di Pola, scrive invece in un italiano colto, elegante e controllato, e accoglie nella sua poesia le suggestioni che gli giungono dal lungo studio e dal grande amore per poeti come W. Shakespeare, J. Donne, T. S. Eliot, W. H. Auden, W. Stevens, molti dei quali ha anche tradotto; o da italiani come Saba, Montale e Zanzotto. La sua raccolta più recente, Una scoperta del pensiero e altre fedeltà, è uscita proprio quest’anno per i tipi vicentini di Ronzani Editore.

Presso il Cane Barbino i due poeti si presenteranno brevemente l’un l’altro e leggeranno una selezione delle loro poesie a partire dalle ore 18.00.

L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

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Maurizio Casagrande è nato a Padova nel 1961 ed insegna lettere nelle scuole superiori. Per le edizioni “Il Ponte del Sale” ha pubblicato In un gorgo di fedeltà (2006), volume di interviste a 20 poeti italiani e la raccolta di liriche Sofegòn carogna (2011). Del 2015 sono la silloge Pa’ vèrghine ave, Le Voci della Luna (Premio Renato Giorgi) e la plaquette Soto ’a nogara, ma fora stajòn, La Vencedora, Coyoacàn, México-Vicenza. Ha curato le antologie In classe, con i poeti, Puntoacapo, Pasturana 2014 e, con Matteo Vercesi, Un altro Veneto. Poeti in dialetto fra Novecento e Duemila, Cofine, Roma 2014. Nel 2016 ha ottenuto il premio “Giuseppe Malattia della Vallata”, a Barcis, con alcuni inediti in dialetto.

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Mauro Sambi (1968) è nato e cresciuto a Pola, appartenente alla piccola comunità italiana autoctona che tuttora vive in Istria, oggi divisa tra Croazia e Slovenia. Vive a Padova dal 1987, dove è professore ordinario di chimica generale e inorganica. Ha esordito nel 1998 con la silloge Di molte quinte vuote (Premio Città di San Vito al Tagliamento), confluita nel 2009 ne L’alloro di Pound, Poesie 1994-2009 (Edit, Fiume, con prefazione di Gabriella Musetti). Nel 2015 ha pubblicato Diario d’inverno (Lietocolle, Faloppio) e nel 2017 Una scoperta del pensiero e altre fedeltà (Ronzani Editore, Vicenza, con prefazione di Bruno Nacci).

Ha collaborato con il blog Cartesensibili dove ha curato la rubrica Voci Oltrenordest, una serie di profili di poeti della Comunità Nazionale Italiana dell’Istria e del Quarnero. Ha firmato la prefazione a Graspi (Edit, Fiume, 2013) e la postfazione a sfisse (Cofine, Roma, 2016), l’opera in versi in dialetto istroromanzo di Loredana Bogliun.

Alla sua attività letteraria è dedicato un capitolo de Le parole rimaste, Storia della letteratura italiana dell’Istria e del Quarnero nel secondo Novecento a cura di Nelida Milani e Roberto Dobran (Edit, Fiume, 2010).

Da lontano

Da lontano

 

Qualche volta, piano piano, quando la notte

si raccoglie sulle nostre fronti e si riempie di silenzio

e non c’è più posto per la parole

e a poco a poco ci si raddensa una dolcezza intorno

come una perla intorno a un singolo grano di sabbia,

una lettera alla volta pronunciamo un nome amato

per comporre la sua figura; allora la notte diventa cielo

nella nostra bocca, e il nome amato un pane caldo, spezzato.

 

(da Pierluigi Cappello, Azzurro elementare, cit., p. 189).

 

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Mandi, Pierluigi