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Posts Tagged ‘francoise mattana’

Pubblichiamo la terza e ultima serie di foto di Tahar Ben Jelloun. L’autore è Giustino Chemello.

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Questo blog resterà attivo ancora per qualche giorno; poi tornerà nel letargo dal quale si era svegliato lo scorso marzo, quando ha annunciato il programma dell’edizione 2011 di Dire Poesia.

Ringraziamo tutte le persone che lo hanno visitato, e quanti hanno sostenuto in vario modo la nostra rassegna: l’Assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza nelle persone di Francesca Lazzari (Assessore), Loretta Simoni, Mattia Bertolini, Carlotta Trombin, Marianna; le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, con Isabella Sala, Elena Milan, Romina Elia, Stefano Viero; l’Officina Arte Contemporanea, con Giovanni Turria e i tanti amici di piombo e di carta; l’associazione PantaRhei e l’agenzia di stampa Charta Bureau; il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, e segnatamente il prof. Marco Fazzini; Vicenza Jazz, e in particolare il suo Direttore artistico Riccardo Brazzale; il Festival Biblico, con Toni Pigatto, don Dario Vivian, Giovanni Costantini e Guido Zovico; la Biblioteca Bertoliana di Vicenza, e specialmente Silvia Calamati; gli artisti Giustino Chemello e Silvio Lacasella, che hanno documentato gli incontri fotografando con grande sensibilità e bravura; i giornalisti che ci hanno seguiti, e specialmente Fabio Giaretta, Alessandro Scandale, Silvia Ferrari e Luigia Sorrentino; i bar che hanno accolto e distribuito i cartigli del caffè poeticamente corretto; i poeti, i presentatori e i traduttori che si sono succeduti; il pubblico che è intervenuto ai 10 appuntamenti di quest’anno, e in modo particolare Marzia Zanella, Daniela Caracciolo, Mara Seveglievich, Ivana Cenci e gli altri, tanti amici che hanno partecipato con assiduità e affetto, condividendo, consolando, emozionandosi, ragionando, arricchendo il senso di questi mesi di lavoro per portare a Vicenza un po’ di poesia, nelle sue varie e splendide forme.

Sarà che la poesia, come ripete Ben Jelloun, è necessaria quanto il pane? Eh.

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Ecco la seconda serie di fotografie di Tahar Ben Jelloun. Queste sono state scattate da Silvio Lacasella.

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L’edizione 2011 di Dire poesia si è dunque conclusa felicemente con il grande poeta franco-marocchino Tahar Ben Jelloun.

Il nostro ospite ha vissuto una giornata ricca di appuntamenti e di incontri: in mattinata, affiancato da Eliana Vicari, ha parlato agli studenti di Francese di alcune scuola di città e provincia (soprattutto i licei “Fogazzaro” di Vicenza e “Corradini” di Thiene), rispondendo alle domande che erano state preparate dai ragazzi insieme ai loro Docenti. Nel pomeriggio ha concesso alcune interviste, ha visitato l’Officina per la firma e la stampa del suo inedito, è arrivato a Palazzo Leoni Montanari per essere magistralmente presentato da Paolo Ruffilli, leggere alcune sue poesie (nella traduzione di Manuela Giabardo) e rispondere alle domande del Festival Biblico sul tema del rapporto tra le generazioni, preceduto da un breve saluto di don Dario Vivian e tradotto da Francoise Mattana.

Come si può vedere dalle tre serie di foto che pubblichiamo un po’ alla volta (gli autori della prima sono Stefano Strazzabosco e Giovanni Turria), nel corso della giornata Tahar Ben Jelloun si è anche divertito a volare, a disegnare, a chiacchierare e a scherzare, dimostrando che fare poesia significa avere una visione del mondo, come ha più volte detto e come risulta anche dalla bella intervista che Silvia Ferrari ha redatto per conto del “Giornale di Vicenza” di oggi.

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Venerdì 27 maggio alle 18.00, nel Salone di Apollo di Palazzo Leoni Montanari, il poeta franco-marocchino Tahar Ben Jelloun leggerà le sue poesie e dialogherà con lo scrittore Paolo Ruffilli, che avrà anche il compito di presentarlo al pubblico.

L’incontro si svolge in collaborazione con il Festival Biblico, grazie al quale è stato possibile invitare il nostro presitigioso ospite a chiudere Dire poesia 2011.

Alla serata parteciperà anche Francoise Mattana, che si incaricherà di tradurre le parole che Ben Jelloun vorrà rivolgere al pubblico.

Come sempre, Giovanni Turria metterà a disposizione dei presenti la plaquette con l’inedito che lo scrittore franco-marocchino ci ha inviato in esclusiva, e che nei giorni scorsi abbiamo pubblicato su questo blog.

Saranno disponibili per l’acquisto anche alcuni libri di Ben Jelloun, scelti tra i suoi più rappresentativi.

Durante la giornata, numerosi esercizi del centro serviranno il caffè poeticamente corretto dai cartigli stampati all’Officina e contenenti un frammento dell’inedito mandatoci dal poeta.

Nel corso della mattinata, inoltre, Tahar Ben Jelloun incontrerà gli studenti di Francese di alcune scuola della città e della provincia, per parlare loro liberamente dei temi da sempre al centro dei suoi interessi, e per rispondere alle domande preparate dai ragazzi. L’incontro è riservato esclusivamente agli studenti che hanno già comunicato la loro adesione (attraverso i loro insegnanti di Francese), e pertanto non è aperto al pubblico in generale.

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Con questo appuntamento si conclude l’edizione 2011 di Dire poesia.

Il blog resterà in attività ancora per qualche tempo, dopodiché riprenderà a sonnecchiare fino alla prossima primavera.

Grazie a tutti.

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Tahar Ben Jelloun, poeta, romanziere, saggista e giornalista, è uno scrittore franco-marocchino di fama internazionale. Nasce nel 1944 a Fez (Marocco). Nel 1955 si trasferisce a Tangeri e successivamente a Rabat, dove si laurea in Filosofia. Insegna in alcuni licei del suo Paese e partecipa alla rivista “Souffles”, attorno cui si sviluppa uno dei movimenti letterari più importanti del Nord-Africa. Nel 1971, una circolare del Ministero dell’Interno obbliga all’insegnamento della filosofia in arabo. L’autore si trasferisce a Parigi, dove ottiene un dottorato in Sociologia.

Ben Jelloun ha scritto soprattutto romanzi, ma anche racconti, poesie, opere teatrali, saggi. Nei suoi libri in francese, tradotti
in tutto il mondo, trovano ampio spazio le tematiche  dell’emigrazione, del razzismo, della ricerca d’identità. In Italia, molti suoi libri sono usciti per l’Einaudi di Torino: Creatura di sabbia (1987), Notte fatale (1988; Premio Goncourt nel 1987), Giorno di silenzio a Tangeri (1989), Le pareti della solitudine (1990), Dove lo stato non c’è. Racconti italiani (1991), Lo scrivano (1992), A occhi bassi (1993), L’amicizia (1995), Lo specchio delle falene (1996), L’albergo dei poveri (1999), Il libro del buio (2001), L’hammam (2002), L’amicizia e l’ombra del tradimento (2004), Mia madre, la mia bambina (2006), L’ha ucciso lei (2008), Marocco, romanzo (2010). La Bompiani di Milano ha pubblicato Corrotto (1994), L’ultimo amore è sempre il primo? (1995), Nadia (1996), La scuola e la scarpa (2000), Jenin. Un campo palestinese (2002), Amori stregati. Passione, amicizia,
tradimento
(2003), L’ultimo amico (2004), Non capisco il mondo arabo. Dialogo fra due adolescenti (2006), Partire
(2007), L’uomo che amava troppo le donne (2010). Hanno suscitato grande interesse i due volumi Il razzismo spiegato a mia figlia del 1998 (per il quale gli è stato conferito dall’allora Segretario dell’ONU Kofi Annan il Global Tollerance
Award) e L’islam spiegato ai nostri figli del 2001, entrambi editi da Bompiani.

In italiano, le sue poesie si possono leggere nelle raccolte Stelle velate. Poesie 1966-1995 (a cura di Egi Volterrani, Einaudi, 1998) e Doppio esilio (traduzione di Manuela Giabardo, Edizioni del Leone, Venezia 2009).

Ben Jelloun collabora a testate quali Le Monde e, in Italia, “La Repubblica” e “L’Espresso”, analizzando soprattutto i temi legati all’immigrazione e alla cultura araba e islamica.

Numerosissimi sono i premi e i riconoscimenti dei quali è stato insignito per il suo impegno letterario e sociale.

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Paolo Ruffilli è nato a Rieti nel 1949, ma è originario di Forlì. Si è laureato in lettere presso l’università di Bologna. Da più di vent’anni collabora alle pagine culturali de “Il Resto del Carlino”. Vive a Treviso dal 1972. Fa il consulente editoriale. Dirige la collana di poesia delle Edizioni del Leone di Venezia.

Come poeta ha pubblicato: La Quercia delle gazze (Forum 1972); Quattro quarti di luna (Forum 1974); Piccola colazione (Garzanti 1987, vincitore dell’American Poetry Prize); Diario di Normandia (Amadeus 1990, Premio Montale); Camera oscura (Garzanti 1992); Nuvole (1995; con fotografie di Fulvio Roiter); La gioia e il lutto (Marsilio 2001, Prix Européen); Le stanze del cielo (Gli specchi Marsilio 2008, Premio Nazionale Letterario Pisa).

Sul versante della narrativa e della saggistica, invece, ricordiamo:  Vita di Ippolito Nievo (Camunia 1991); Vita, amori e meraviglie del signor Carlo Goldoni (Camunia 1993); Preparativi per la partenza (Marsilio 2003, Premio delle Donne); Un’Altra vita (Fazi 2010); L’isola e il sogno (Fazi, 2011).

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