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Comunicato Stampa

Venerdì 7 giugno, negli spazi de L’Officina Arte Contemporanea a Vicenza, l’incontro che suggella l’edizione 2013 del festival con la presentazione del volume che include gli scritti donati dai poeti che hanno preso parte alla rassegna

“MEMORIA DEL FUTURO”: CINQUE ANNI DI DIRE POESIA NEI VERSI INEDITI DEI SUOI PROTAGONISTI

L’antologia raccoglie le plaquette numerate stampate, nel corso di ogni incontro con i poeti, dall’artista Giovanni Turria de L’Officina Arte Contemporanea

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(Vicenza – 04.06.2013)  –  Dire poesia  volge al termine, suggellando un’altra edizione di successo, quella 2013 e, ancor più, un ciclo lungo cinque anni di incontri, emozioni e condivisioni con i nomi di spicco della poesia contemporanea nazionale e internazionale. E lo fa chiamando a raccolta, sia pure “solo” su carta, i protagonisti che dal 2009 ad oggi sono stati ospiti a Vicenza del progetto promosso dal Comune e da Intesa Sanpaolo. Venerdì 7 giugno (ore 21.00), gli spazi de L’Officina Arte Contemporanea (Contrà Carpagnon 17, Vicenza) saranno teatro dell’incontro “Memoria del futuro – dire poesia a Vicenza (2009 – 2013)” in cui verrà presentato al pubblico il volume che raccoglie i componimenti inediti donati a dire poesia dai poeti che vi hanno preso parte nel corso degli anni. Inediti che l’artista Giovanni Turria de L’Officina Arte Contemporanea ha stampato con i suoi torchi a caratteri mobili in preziose plaquette distribuite di volta in volta al pubblico. Le attrici Martina Pittarello e Valentina Brusaferro daranno voce ad alcuni dei componimenti presenti nell’antologia, mentre il polistrumentista Igi Meggiorin interverrà coi suoi contrappunti musicali.

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Quello che concluderà il quinquennio di dire poesia, venerdì 7 giugno, sarà un evento speciale, un’occasione per festeggiare il lungo e stimolante percorso intrapreso e i numerosi poeti e partner che hanno aderito nel tempo a questo significativo progetto culturale. Sotto la direzione artistica di Stefano Strazzabosco, la rassegna è cresciuta costantemente, sino a diventare uno degli appuntamenti culturali di settore più attesi non solo a Vicenza ma nel Veneto intero.

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Dire poesia, tra il 2009 e il 2013, ha portato in città grandi interpreti della poesia contemporanea in Italia e nel mondo. In ordine alfabetico: John Akpata, Manuel Alegre, Meena Alexander, Cristina Alziati, Antonella Anedda, Fernando Bandini, Tahar Ben Jelloun, Yves Bonnefoy, Alessandra Bukovaz, Barry Callaghan, Pierluigi Cappello, Maurizio Casagrande, Luciano Cecchinel, George Elliott Clarke, Roberto Cogo, Alessandra Conte, Erika Crosara, Douglas Dunn, Anna Maria Farabbi, Umberto Fiori, Mariangela Gualtieri, Rodolfo Häsler, Ko Un, Paolo Lanaro, Mia Lecomte, Yang Lian, Andrea Longega, Valerio Magrelli, Mario Meléndez, José María Micó, Natalia Molebatsi, Marco Munaro, Titos Patrikios, Alexandra Petrova, Paul Polansky, Fabio Pusterla, Ariadne Radi Cor, Armando Romero, Candelaria Romero, Jacques Roubaud, Edoardo Sanguineti, Juan Ignacio Siles del Valle, Božidar Stanišić, Giovanni Turra Zan, Jesús Urzagasti, Patrizia Valduga, Ida Vallerugo, Anne Waldman, Adam Zagajewski, Silvia Zoico.

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L’ingresso all’incontro di venerdì 7 giugno è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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Dire poesia 2013 è un progetto del Comune di Vicenza – Assessorato alla Cultura e Intesa Sanpaolo, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati e il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e con L’Officina arte contemporanea di Vicenza, per la cura di Stefano Strazzabosco.

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Per informazioni:

Assessorato alla cultura del Comune di Vicenza tel. 0444.222101

Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari tel. 800.578875

Blog > https://direpoesia.wordpress.com/

www.comune.vicenza.itwww.palazzomontanari.com

 

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Informazioni per la stampa e accrediti:

Ufficio Stampa > CHARTA BUREAU

Antonio Tosi 349.5384153 – ufficiostampa@charta-bureau.it

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Presentiamo la poesia inedita di Luciano Cecchinel che stamperemo coi torchi a caratteri mobili dell’Officina arte contemporanea.

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foto di Paolo Steffan

foto di Paolo Steffan

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Il più grande delitto è sopravvivere alla morte di un figlio

Luigi Pintor

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Da allora ogni nuova luce
come un lampo pauroso
pulsa fradicia di buio.
Perché provare a vivere
è doverla dimenticare.
E dimenticarla è tradirla.

Anche se mi ripetono
che lei è nella vita,
ogni mia prima cosa senza di lei
è una piccola grande morte.
Come per luci che presto si spengono,
per vivere dover dentro morire.

Ma ci sono anche cose
che non riesco più a fare.
Pure non è per i lampi
malati di luce residua
che ancora vivo.
Perché più muoio, più a lei arrivo.

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Pubblichiamo l’inedito del poeta cileno Mario Meléndez, che leggerà domani, venerdì 25 maggio, nel Salone di Apollo di Palazzo Leoni Montanari, a Vicenza (ore 18.00).

Giovanni Turria, dell’Officina arte contemporanea, lo stamperà con i suoi torchi a caratteri mobili, per poi distribuirlo gratuitamente a quanti verranno all’incontro.

Come sempre, nel corso della giornata, sul banco dei principali bar del centro saranno disponibili anche i cartigli poetici per correggere il caffè (o il macchiatone, il cappuccino, il mokaccino, il caffettone etc.).

Segnaliamo anche l’intervista di Silvia Ferrari a Mario Meléndez, uscita su “Il Giornale di Vicenza” del 25.V.2012.

L’incontro di oggi, che sostituisce la lettura di Sidran per l’indisponibilità del poeta bosniaco, è stato organizzato in collaborazione con il Festival Biblico.

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RECUERDOS DEL FUTURO

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Mi hermana me despertó muy temprano

esa mañana y me dijo

«Levántate, tienes que venir a ver esto

el mar se ha llenado de estrellas»

Maravillado por aquella revelación

me vestí apresuradamente y pensé

«Si el mar se ha llenado de estrellas

yo debo tomar el primer avión

y recoger todos los peces del cielo»

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RICORDI DEL FUTURO

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Mia sorella mi ha svegliato molto presto

stamattina e mi ha detto

«Alzati, vieni a vedere:

il mare si è riempito di stelle»

Meravigliato per quella rivelazione

mi sono vestito in fretta e ho pensato

«Se il mare si è riempito di stelle

io devo prendere il primo aereo

e raccogliere tutti i pesci del cielo»

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Traduzione di Emilio Coco

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Aspettando l’incontro con Paul Polansky (domani, venerdì 27 aprile, alle ore 18.00, nella Sala degli Stucchi di Palazzo Trissino, a Vicenza – ingresso libero – altre informazioni su RaiNews24 e su Il Giornale di Vicenza, che ringraziamo), pubblichiamo in anteprima l’inedito che il poeta statunitense ci ha mandato per Dire poesia 2012.

La traduzione in italiano è di Roberto Nassi, che introdurrà la lettura di Polansky.

L’inedito, stampato dai torchi a caratteri mobili di Giovanni Turria, sarà distribuito gratuitamente a tutti i presenti che ne faranno richiesta.

Come al solito, inoltre, nel corso della giornata molti bar del centro serviranno, insieme al caffè, i cartigli poetici con qualche verso estratto da questa poesia.

Ricordiamo ancora che, al termine dell’incontro col poeta, verrà inaugurata  a Casa Cogollo la mostra “Sotto torchio: le carte di Dire poesia”, che raccoglie tutte le plaquettes stampate da Giovanni Turria per la rassegna promossa dal Comune di Vicenza e da Intesa Sanpaolo dal 2009 a oggi.

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CUBA LIBRES

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There’s a Cuban bar in Prague

between the river and the castle

where you can enjoy real rum.

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I drank one night with the owner

who came from Havana in the 1960s

to train Czechs pilots on Russian Migs.

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He still regrets not going home,

like most of his fellow flyers, who

returned to Cuba with local wives.

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“Presume those pilots appreciated

blonde hair, blue eyes, and

big tits,” I kidded him.

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He stared at me as if I had already

downed too many Cuba Libres,

which I probably had.

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Then he leaned over as if

to whisper a state secret

in my ear. “All the wives were Gypsies.”

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He put his hands on my shoulders

as if he were welcoming me

into his dance club downstairs.

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“They’re the only women

in this thieving country,” he said,

“with a soul.”

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CUBA LIBRE

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C’è un bar cubano a Praga

tra il fiume e il castello

dove ti servono rum vero.

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Ci bevevo una sera col padrone

venuto dall’Havana nei sessanta

per addestrare i cechi sui mig russi.

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Rimpiange ancora di non esser ripartito

come i più dei suoi compagni aviatori che

han preso moglie e se la son portata a Cuba.

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“Immagino che a quelli gli piacessero

i capelli biondi, gli occhi azzurri e

le tette grosse”, lo sfottevo.

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Mi ha fissato come se avessi già

più cuba libre che sangue in circolo,

cosa probabile, del resto.

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Poi si è sporto come per

sussurrarmi all’orecchio un segreto

di stato. “Erano tutte zingare le mogli”.

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E, mettendomi le mani sulle spalle

come a introdurmi alla sua discoteca

al piano sotto,

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“Sono le uniche donne – mi ha detto –,

in questo ladro di paese,

che hanno l’anima”.

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Traduzione di Roberto Nassi

(altro…)

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Non è chiaro.

Lo chiederemo a George Elliott Clarke, oggi alle ore 18.00, al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza (ingresso libero): con Marco Fazzini (Università di Venezia), l’attore Michele Silvestrin e i chitarristi Bruno Censori e Gionni Di Clemente, per il secondo incontro di Dire poesia 2012.

In distribuzione anche i fogli stampati all’Officina dai torchi a caratteri mobili di Giovanni Turria, con l’inedito di Clarke (nei bar del centro sono disponibili i cartigli per il vino rosso, il prosecco o il caffè – chiedere lumi a Clarke).

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Ecco l’inedito che ci ha mandato George Elliott Clarke e che, come sempre, verrà stampato dai torchi a caratteri mobili dell’Officina e distribuito gratuitamente a quanti verranno il 16 aprile (ore 18.00) al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza:

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©Facphotum

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Da una stanza

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La luce del sole risciacqua il mare sdrucito dal vento, lo intorbida.

Il frangente dinoccolato mormora e mugola. Odo

Il frusciare tra la seta – tu, che t’agiti, che ti desti,

Lasciando che i capelli m’imbroncino il viso,

Fin quando la luce si fa latitante, e tu ti fai fumosa

E umida, una Venere oceanica, mentre io devo affogare

In fiamma equivalente – il tuo crepuscolo di bianco calore

È scuro e bello come il vino rosso …

Una luce d’un rame differente lievita

Sopra le nostre forme – dono del sudore – mentre la vigilia

Vira la lucentezza bordeggiata del mare, e dentro ci leviga ombre.

Il nostro lucore scorre con cerimonia da chandelier,

Soleggia la carne che un tempo era fredda come specchio, così ora

Bruciamo come prosecco – schiumanti, struggenti.

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Traduzione di Marco Fazzini

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