Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Programma 2011’ Category

Tahar Ben Jelloun ci ha inviato un inedito prezioso: un poemetto intitolato Il disamore, per cui l’officinante Giovanni Turria, con la sua corte di torchiatori più o meno volontari (su cui diremo più avanti), preparerà un’edizione altrettanto preziosa, in modo da concludere degnamente questa terza rassegna di Dire poesia.

Mentre il Maestro olia le macchine e taglia i fogli da stampa, noi pubblichiamo il testo di Ben Jelloun (in francese e in italiano: la traduzione è di Manuela Giabardo).

.

Le désamour

.

En écoutant Jean Ferrat

Moi aussi je me suis demandé : Que serais-je sans toi ?

Je serais un cœur apaisé

Un temps trempé dans la douceur des choses

Quelques heures volées au tumulte,

Au bruit crissant de ta voix

.

Qui parle de bonheur

M’oublie ou me jette à terre

Tu n’as pas les yeux tristes

Mais rouges voisins du feu

Reflet de vengeance

Ton pain pétri dans le fiel

Servi sur un plateau funéraire

.

Que serais-je sans toi ?

Ni une heure arrêtée au cadran de la montre

Ni un cœur au bois dormant

Non, je serais un vent léger

L’écume du temps

Une assemblée de papillons

Dans un champ fleuri

Une ruche de miel

Et un sommeil parfait

.

Que serais-je sans toi ?

Toi qui m’as coupé les ailes

Toi qui as marché sur mon corps

Et froissé mon âme

Toi qui m’as offert un linceul

.

Que serais-je sans toi ?

En ce temps prodigue en trahison

Durant ces jours où tes silences

Engrangeaient les mots

Qui tombaient de mes yeux

Pendant que tes narines, dilatées par la haine

Répandent l’encens de la mort

.

Qui parle de guerre matrimoniale

A le visage déchu

La vie défaite

Et le souffle trahi par l’ail

C’est le parfum de la vengeance

Trempée dans la marmite du sorcier

.

Que serais-je sans toi ?

Qu’une corde résistant aux doigts du démon

Chargé de creuser ma tombe

Je n’aurais jamais connu les sanglots de la déconvenue

Ni les balbutiements de mes nuits hachurées

.

Le poète chante joliment

Que le bonheur existe

Ailleurs que dans les rêves

Il jure même qu’il l’a rencontré,

Lui qui sait ce qu’est être deux

Mais moi sans toi

Je n’aurais pas connu l’abîme et l’indignité

Sans toi ma bonté serait belle et gratuite

.

Qui parle de bonheur

A les yeux tristes

Le cœur brisé

Parce qu’être heureux

C’est devenir un poème

Que récitent les amants

Avant de se séparer

.

Tu m’as donné le frisson

C’était la peur d’avoir peur

L’effroi lu sur ton visage quand il crie vengeance

.

J’aurais aimé chanter avec Aragon

Et lui dire qu’il a raison

Mais tu m’as tout pris

Ma vie, mes biens, mon sourire

Et mon humour

Si c’est cela l’amour

Alors je n’ai jamais aimé

Je ne t’ai jamais aimée

.

Le poète a-t-il toujours raison ?

Même quand il souffre

Et détruit l’ancienne oraison ?

.

Ma femme n’a pas été mon avenir

.

Ensemble, écrire un nouveau livre ?

Ni à l’envers ni à l’endroit

Nous n’écrirons rien ensemble

L’encre pâle de notre histoire

S’est dissoute dans les larmes.

.

Quand notre haine sera souvenir

Quand nos chemins monteront au ciel

Et nos années tomberont de fatigue

Quand nos cris, enlisés dans les sables

Réveilleront les morts

Quand mes yeux se poseront sur un horizon

Infiniment bleu, humain absolument,

Quand l’aigle de la colère

Deviendra papillon enchanté

Alors je saurai que sans toi

J’atteindrai au seuil du paradis.

.

.

Tahar Ben Jelloun

2010.

.

.

Il disamore

Ascoltando Jean Ferrat

anch’io mi sono chiesto: che sarei senza te?

Sarei un cuore placato

un tempo intriso di dolcezze

qualche ora sottratta al tumulto,

al suono stridente della tua voce.

.

Chi parla di felicità

mi ignora o mi lascia a terra.

Tu non hai occhi tristi

ma rossi come il fuoco

riflessi di vendetta

il tuo pane impastato col fiele

servito su una lapide

.

Che sarei senza te?

Né un’ora inceppata sul quadrante di un orologio

né un cuore assopito.

No, sarei vento leggero

schiuma del tempo

un’adunata di farfalle

su un campo fiorito

un’arnia ricolma di miele

e un sonno perfetto

.

Che sarei senza di te?

Tu che mi hai tarpato le ali,

hai camminato sul mio corpo,

hai schiacciato la mia anima

e mi hai offerto un sudario

.

Che sarei senza di te?

In questo tempo prodigo di tradimenti

nei giorni in cui i tuoi silenzi

covavano le parole

cadute dai miei occhi,

mentre le tue narici, dilatate dall’astio,

spandono incenso di morte

.

Chi parla di guerra coniugale

ha il volto sfiorito

la vita disfatta

e il respiro tradito dall’aglio;

è il profumo della vendetta

versato nel paiolo di uno stregone

.

Che sarei senza di te?

Solo un cappio che resiste alle dita del demonio

intento a scavare la mia tomba

mai avrei conosciuto il pianto della delusione

né il balbettio delle mie notti interrotte

.

Il poeta canta con grazia

che la felicità non esiste solo nei sogni

e giura, anche, di averla incontrata

lui che sa che cos’è essere in due,

ma io, senza di te

mai avrei conosciuto l’abisso e l’abiezione

bella e gratuita sarebbe, senza te, la mia bontà

.

Chi parla di felicità

ha gli occhi tristi

e il cuore infranto

perché questa felicità

è solo una poesia

recitata dagli amanti

sul punto di lasciarsi

.

Tu mi hai dato i brividi:

era la paura d’aver paura

il terrore letto nel tuo viso che grida vendetta

.

Avrei voluto cantare con Aragon

e dirgli che ha ragione,

ma tu mi hai preso tutto

la vita, i miei beni, il sorriso

e l’umorismo.

Se l’amore è questo

allora non ho mai amato

non ti ho amata mai

.

Ha ragione, il poeta, sempre?

anche quando soffre

e distrugge l’antica preghiera?

.

La mia donna non è stata il mio avvenire

.

Scrivere insieme un nuovo libro?

Né ora né mai

scriveremo più qualcosa insieme

l’inchiostro sbiadito della nostra storia

si è dissolto in lacrime

.

Quando il rancore sarà un ricordo

quando le nostre strade giungeranno al cielo

e la fatica schianterà i nostri anni

quando le nostre grida, sprofondando tra le sabbie

risveglieranno i morti

quando i miei occhi si poseranno su un orizzonte

infinitamente blu, totalmente umano,

quando l’aquila dell’ira

diverrà una farfalla incantata

allora saprò

di essere in attesa,

senza di te, sulla soglia del paradiso.

Read Full Post »

.

Segnaliamo il servizio di Alessandro Scandale apparso su “La Domenica di Vicenza” di venerdì 13 maggio 2011.

Read Full Post »

Proseguiamo con la serie di immagini scattate agli ultimi incontri di Dire poesia.

Questa volta pubblichiamo le foto del poeta-ministro Juan Ignacio Siles del Valle (alcune, le più belle, sono di Silvio Lacasella). Con Juan Ignacio, la sua compagna Neus, la traduttrice Manuela Magnoni, il pianista Giovanni Guidi e i semplici lavoranti dell’Officina.

Una donna (Anne Waldman) ci ha scosso, parlando di politica; un ex ministro ci ha fatto sognare, parlandoci d’amore.

Dylan cantava: the times they are a changin’; qualcun altro chiosava: “ognuno ha i ministri che si merita”.

Mah.

Questa presentazione richiede JavaScript.

Read Full Post »

La seconda sequenza di foto di Anne WaldmanAmbrose Bye, immersi nella luce liquida riflessa sul piano, è dell’artista Silvio Lacasella.

Questa presentazione richiede JavaScript.

Read Full Post »

Nei giorni scorsi, il folto pubblico di Dire poesia (un pubblico eterogeneo, affezionato, affettuoso che ci invidiano ovunque, a giudicare dai commenti degli stessi poeti ospiti) ha vissuto due momenti molto diversi, ma entrambi molto emozionanti: la lettura intensa, vibrante, sospesa sull’abisso del poeta boliviano Juan Ignacio Siles del Valle (con il validissimo aiuto di Manuela Magnoni e il magistrale pianismo jazz di Giovanni Guidi) e, il giorno successivo, la forza declamatoria e civile della poetessa newyorkese Anne Waldman (con le musiche originali del figlio Ambrose Bye e l’attenta competenza di Rita Degli Esposti).

I due incontri si sono potuti svolgere grazie alla collaborazione con Vicenza jazz (per la Waldman, anche con Ispida).

Nel corso delle due giornate è stato raccolto molto materiale iconografico, come spesso accade.

Cominciamo col pubblicare una serie di foto riguardanti Anne Waldman, Ambrose Bye e Rita Degli Esposti.

Questa presentazione richiede JavaScript.

Read Full Post »

Sull’incontro di oggi, domenica 8 maggio, con Anne Waldman e Ambrose Bye (Palazzo Leoni Montanari, ore 18.00) si può leggere anche l’articolo appena pubblicato da “Il Giornale di Vicenza“.

Per quello di ieri con Juan Ignacio Siles del Valle e Giovanni Guidi si veda invece, sullo stesso quotidiano, questa pagina.

L’incontro di oggi è il secondo episodio di collaborazione tra Dire poesia e Vicenza jazz.

L’ingresso è sempre libero.

Read Full Post »

La poetessa beat Anne Waldman sarà la protagonista del nono e penultimo incontro di Dire poesia 2011.

Accompagnata dal figlio musicista Ambrose Bye, Anne Waldman reciterà i suoi versi domani, domenica 8 maggio, nel Salone di Apollo di Palazzo Leoni Montanari, alle ore 18.00, introdotta da Rita Degli Esposti.

L’incontro si svolge in collaborazione con l’associazione Ispida e Vicenza Jazz.

Anne Waldman è una poetessa beat americana. Nata nel1945 a Milville (New Jersey), è cresciuta a New York, dove vive tuttora. Dopo gli studi nel Vermont, negli anni Sessanta si è unita agli artisti della Seconda Generazione della Scuola Newyorkese. Membro attivo della comunità di poesia sperimentale “Outrider”, ha diretto il Poetry Project a St Mark’s Church (East Village, Manhattan). Nel1974 a Boulder (Colorado) ha fondato con Allen Ginsberg la “Jack Kerouac School of Disembodied Poetics” presso il Naropa Institute, dove tuttora insegna. È una fervente attivista politica e culturale, che si batte per i diritti dell’uomo e la tutela dell’ambiente, credendo nella possibilità di intervenire ideologicamente attraverso il linguaggio.

Negli Stati Uniti ha pubblicato oltre quaranta libri di poesia. Molti dei suoi versi sono raccolti nei volumi Life Notes. Selected poems (Indianapolis 1973), Helping the Dreamer. New and Selected poems, 1966-1988 (Boulder 1989), In the Room of Never grieve. New and Selected poems, 1985-2003 (Boulder 2003). Outrider (Albuquerque 2006)  include una selezione di testi poetici e saggi.  Recentissimo è il suo ultimo lavoro poetico, Iovis Trilogy. Colors in the Mechanism of Concealment (Boulder 2011). È l’autrice della leggendaria Fast Speaking Woman (San Francisco 1975), tradotta anche in italiano (Donna che parla veloce, City Lights, Firenze 1999). In Italia ha inoltre curato l’edizione dell’antologia The Beat Book. Poesie e prose della Beat Generation  (Il Saggiatore, Milano 1996).

Le sue poesie sono state ampiamente antologizzate e tradotte in numerose lingue. Ha curato molti volumi che si occupano di poesia americana moderna, postmoderna e contemporanea. Ha collaborato con artisti, musicisti, ballerini, poeti e si esibisce anche con il figlio musicista e compositore Ambrose Bye. È anche autrice di lavori teatrali, CD, video e film. Della sua opera è stato scritto: “Waldman’s work is the antithesis of stasis… She is a flame”.

Ambrose Bye, musicista, compositore, produttore, è cresciuto nell’ambiente della scuola di poesia “Jack Kerouac School of Disembodied Poetics”, al Naropa Institute (Boulder, Colorado).  Si è laureato in Musica e Sociologia a Santa Cruz, presso la University of California. Ha studiato al Pyramind Institute di San Francisco, lavorando a numerose produzioni e a composizioni proprie. Ha inoltre studiato e suonato nelle “Gamelan” orchestre a Bali, Boulder, Santa Cruz. Si è esibito in numerosi festival, accompagnando poeti e performers. Il suo CD più recente è Matching Half (con Anne Waldman e Akilah Oliver, Farfalla, McMillen, Parrish, 2008). Suoi precedenti lavori sono In the Room of Never Grieve (Coffee House Press, 2003) e In the Eye of Falcon (Farfalla, McMillen, Parrish, 2006), con poesie di Anne Waldman. Sempre con la Waldman sta lavorando a un nuovo CD, The Milk of Universal Kindness.

.

Pubblichiamo anche l’inedito che Anne Waldman ci ha mandato, e poco sotto una serie di foto che la ritraggono da sola o con amici illustri, nel corso degli anni:

.

da Colori nel Meccanismo di Occultamento

di Anne Waldman

.

vedi il joual, la lingua di Kerouac

visita il Cimitero Acattolico

a Roma

e vedi la tomba di Gregorio Nunzio Corso

visita il n. 210 di Calle Orizaba, a Città del Messico

o

vedi

l’Arpa Ngombi dei Téké del Gabon

l’amore è il tuo progenitore

l’arco

che trasmette poesia

alle tue corde

come la colonna vertebrale della traiettoria

del sole …

.

Traduzione di Stefano Strazzabosco

.

Questa presentazione richiede JavaScript.

Read Full Post »

« Newer Posts - Older Posts »