Oggi, 30 aprile 2011, alle ore 18.00, presso l’Officina arte contemporanea, in contrà Carpagnon n. 17, i poeti Erika Crosara e Maurizio Casagrande leggeranno in pubblico i loro versi e dialogheranno con i presenti.
Saranno disponibili i due fogli con gli inediti stampati per l’occasione.
Saranno altresì disponibili esemplari dei libri d’esordio Ius ( di Erika Crosara) e Sofegòn carogna (di Maurizio Casagrande), nonché della raccolta Mistral di Ida Vallerugo.
L’ingresso è libero (fino ad esaurimento dei torchi disponibili).
In appendice, documentiamo alcune fasi di lavorazione dei fogli con gli inediti di Dire poesia 2011. In questo caso, oltre ai poeti Erika Crosara e Maurizio Casagrande, che stanno firmando e stampando i rispettivi fogli, lavorano anche Romina Elia e Giovanni Turria, maestro e artista.
Apprezzabile rima cognominale.

Più diversi di così il Nostro Direttore Artistico non poteva accostarli. Ne sono parsi stupiti loro stessi.
Erika Crosara si propone di allontanare l’emotività (allontanarsi dall’emotività?), di raggiungere un grado zero dell’emozione guardando alle cose del mondo con occhio fiammingo. Così facendo le inchioda al loro telaio di senso disponendo le assicelle di legno con cura meticolosa e battendo i chiodi con colpi calibratissimi; poi le lucida e le vetrifica con uno spray speciale che le fa brillare di una luce che sembra irradiarsi direttamente da loro. E questo alla poetessa costa fatica, e la fatica affiora oggettivandosi e quasi reificandosi in un tutt’uno solidale con la scena del mondo (ma la sua lettura secca e scandita tradiva ad ogni passo l’impossibilità della distanza emotiva, dell’assenza di giudizio).
Maurizio Casagrande, pochi minuti dopo, riversa l’onda emotiva delle parole poetiche dedicate alla madre malata che gli si strozzano in gola su di noi, sul suo pubblico di sabato, rigando di lacrime anche i nostri occhi di spettatori un po’ casuali (no, non casuali, solo un po’). E lo fa blandendoci orecchie e cuore ancora risonanti dell’eco della Vallerugo con la forza dolce e la visceralità raffinata dei suoi versi insieme intriganti e diretti in dialetto pa(do)vano.
E’ stato un grande piacere ascoltarli dire le loro poesie.